Coronavirus, barista trevigiana in isolamento a Vo' Euganeo

Oltre alla prima vittima nella Marca c'è stato anche il primo paziente dimesso. In difficoltà i trevigiani all'estero: operaio respinto in Romania. Odissea alle Mauritius

Ci sarebbe anche una donna trevigiana tra i 28 pazienti di Vo' Euganeo risultati positivi al test del tampone faringeo. Nel pomeriggio di ieri, martedì 25 febbraio, era stata segnalata come primo possibile caso di Coronavirus in provincia di Treviso quando non era ancora venuto alla luce il decesso della 75enne di Paese morta all'ospedale Ca' Foncello.

In realtà la trevigiana positiva al test risulta residente nella Marca solo formalmente perché da diversi anni vive a Vo' Euganeo con il marito. La coppia gestisce un bar nel paese padovano, focolaio dell'epidemia. Le sue condizioni sarebbero costantemente monitorate. Quel che è certo è che la donna non è mai passata per nessun ospedale della provincia di Treviso. Resta però da capire se amici o parenti trevigiani siano entrati in contatto con lei nelle scorse settimane. Per adesso l'isolamento nel paesino padovano continua.

Falso allarme ad Oderzo

Restando in provincia di Treviso, nel pomeriggio di martedì 25 febbraio, un 62enne di Oderzo che, la scorsa settimana, era passato per l'ospedale di Schiavonia ha chiamato il suo medico di base perché bloccato con la febbre in casa. L'uomo è stato messo in quarantena e sottoposto al test del tampone. I risultati hanno dato esito negativo. Si trattava di una semplice influenza. Nelle scorse ore la febbre è scesa e il paziente è potuto tornare alla vita di tutti i giorni.

Operaio trevigiano fermato in Romania

Sta facendo discutere il caso di un operaio castellano bloccato lunedì scorso all'aeroporto di Sibiu in Romania durante una trasferta di lavoro. L'operaio 30enne era partito da Venezia e, prima dell'arrivo in Romania, aveva fatto scalo a Vienna, in Austria. Al momento di scendere dall'aereo gli è stato chiesto da dove provenisse e gli è stata misurata la temperatura. Il 30enne aveva qualche linea di febbre, 37,8. Tanto è bastato alle autorità per tenerlo bloccato e sottoporlo al test del tampone. Le analisi sono state svolte nei laboratori di Timosoara e, per fortuna, hanno dato esito negativo. L'operaio castellano potrà tornare da oggi in Italia ma il timore delle autorità romene per i viaggiatori in arrivo dall'Italia resta molto alto.

Odissea in aereo alle Mauritius

Erano pronti a iniziare la loro vacanza da sogno alle Mauritius ma il loro viaggio si è trasformato in un incubo non appena scesi dall'aereo. E' la disavventura capitata a una decina di viaggiatori tra le 640 persone imbarcate sul volo che da Linate è arrivato lunedì scorso alle Mauritius dopo uno scalo a Dubai. Dieci persone, tra cui una bancaria residente a Mogliano Veneto in viaggio con i familiari, sono stati fatti tornare in Italia. Al controllo passaporti la famiglia trevigiana è stata sottoposta al rilevamento della temperatura (oltre allla donna c'erano il marito e due figli di 10 e 16 anni). Le altre centinaia di passeggeri a bordo insieme a loro sono state fatte uscire dall'aeroporto senza problemi. I moglianesi, un'altra famiglia e due ragazze italiane sono invece stati trattenuti in aeroporto per 4 ore senza sapere cosa stava succedendo. Alla fine l'annuncio arrivato come una doccia fredda: il rimpatrio in Italia senza nemmeno aver potuto vedere le Mauritius. In totale 30 ore di aereo con un unico buono per un'insalata di riso da mangiare come cena. Tutto questo senza avere nemmeno un sintomo che potesse rimandare al Coronavirus.

L'appello del sindaco di Treviso

Il sindaco di Treviso ha disposto l'attivazione del Centro Operativo Comunale per la gestione dell'emergenza Coronavirus. La decisione è stata presa dopo il decesso di una signora di 75 anni di Paese all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. L'anziana, che presentava una situazione clinica già compromessa per gravi scompensi cardiaci, è poi risultata positiva al COVID-19. Come chiarito da Ulss 2, le persone vicine sono state individuate e isolate per effettuare tutti i controlli del caso. Una precisazione è d'obbligo: non si tratta della stessa persona di cui si era parlato in mattinata, una donna che aveva la residenza a Treviso ma che conviveva stabilmente a Vo' Euganeo. Le istituzioni stanno operando nella massima trasparenza comunicando prontamente ai cittadini solo ed esclusivamente notizie verificate.

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Il sindaco ha commentato la situazione con queste parole: «Permettetemi però qualche considerazione: ci sono medici, infermieri, specialisti, vertici sanitari, autorità, sindaci, lo stesso presidente della Regione che si stanno prodigando per gestire, studiare, capire, arginare, trovare soluzioni. Non abbiamo bisogno, in questo momento, di sentenze sparate su Facebook, Twitter o chissà dove, polemiche, considerazioni di ogni tipo volte solo a creare confusione in una situazione in continuo divenire e di cui ancora non abbiamo piena conoscenza. Non abbiamo bisogno di tuttologi e neanche di informazioni - molte delle quali false - diffuse senza controllo per agitare ulteriormente gli animi. Basta! La mia non vuole essere un'accusa, ma un invito alla tranquillità, anche e soprattutto sui social, che se utilizzati senza un minimo di senso di responsabilità possono essere veicolo di psicosi. Cerchiamo di stare tranquilli, viviamo la nostra quotidianità, con più attenzione, ma viviamola. Non facciamoci prendere dal panico, Ne usciremo presto e più forti di prima»

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