Coronavirus, scatta l'allarme sugli asili nido: «Senza rette non sopravviveremo»

Elisa Pisani, titolare del Centro Infanzia Pollicino: «Tante famiglie in tutta Italia hanno criticato la scelta di far pagare, o comunque ridurre, la retta mensile...ma non abbiamo scelta»

Un'interno del Centro Infanzia Pollicino

L'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus che in queste settimane sta mettendo letteralmente in ginocchio l'economia italiana non risparmia nemmeno gli asili nido e i centri per l'infanzia. Senza la riscossione delle rette mensili è difatti difficile, per queste tipologie di attività non rientranti nell'ambito dell'educazione obbligatoria, poter sopravvivere a lungo o mantenere comunque tutti i dipendenti in organico. Una situazione che viene ora ancor di più complicata da un servizio televisivo, della nota trasmissione "Striscia la Notizia" di Canale 5, andato in onda martedì sera e con il quale si è dato voce a livello nazionale a diverse famiglie con bambini in età prescolare che, non potendo usufruire dei servizi di asilo nido in questo periodo, chiedono a gran voce la sospensione totale delle rette mensili, indignandosi per quei casi in cui, invece, tali pagamenti vengono ad esempio solamente ridotti per il mese di aprile e non eliminati del tutto.

«Nella nostra retta sono compresi pasti, merende, pannolini, biancheria per la nanna, salviette, bavaglini, asciugamani e i pasti preparati nella nostra cucina interna da un cuoco professionale - dichiara ai nostri microfoni Elisa Pisani, titolare del Centro Infanzia "Il Pollicino" di via Aldo Moro a Preganziol - Non solo. Il Centro si affida ad una decina tra dipendenti e collaboratori altamente specializzati. Senza le rette dei genitori non potremmo permetterci di continuare così quindi, è evidente, anche perché dal Governo non sono previsti particolari aiuti alla nostra categoria. Di certo, comunque, faremo anche noi ricorso alla cassa integrazione come tante altre aziende del territorio e ridurremo di molto le rette di questo periodo. Nonostante ciò, si tenga conto che a noi non viene ridotto l'affitto per la struttura e siamo in ogni caso tenuti al pagamento, seppur posticipato, di imposte e adempimenti fiscali vari che hanno un costo non indifferente e che se non rispettati portano a delle sanzioni importanti. In tutto questo ho il dovere di tenere informati della nostra situazione sia i genitori che i miei dipendenti, ma in questo clima di incertezza economica è un arduo compito. Bisogna capire che quella che stiamo vivendo al Centro Il Pollicino è una situazione grave quanto la stanno vivendo altre attività della Marca e non solo. Dobbiamo rimanere calmi e col tempo troveremo una soluzione che soddisfi tutti - chiosa Elisa - In ogni caso io ad oggi posso solo che ringraziare il 90% della famiglie che ci affidano giornalmente i loro bimbi per essere al nostro fianco in questo momento complicato. Infine, sia chiara un cosa: se non arriveranno aiuti specifici per i privati come noi, il destino è la chiusura di tutti i centri come il nostro e a quel punto dove verranno portati i bambini? E' qualcosa che deve essere valutato a fondo da chi di competenza, perché noi copriamo una necessità viva del territorio. Siamo stufi di pagare, siamo stufi di essere lasciati soli».

Nel frattempo la polemica sulle rette ha ovviamente coinvolto anche altri asili nido della Marca, tanto che uno di questi si è sentito in dovere di inviare una comunicazione ufficiale a tutti i genitori per spiegare la situazione in cui si trova ad agire: «Nella nostra situazione vi chiediamo la pazienza di tenere fedeltà alle regole sottoscritte a suo tempo. Il nostro intento è quello di rimborsare il più possibile, grazie anche ad eventuali aiuti o provvedimenti previsti dai Decreti del Governo. Solo quando avremo risposte certe potremo quantificare detto importo. Per tali motivi vi ricordiamo che la retta è la risorsa più importante per garantire lo stipendio al personale della scuola».

Secondo però il presidente del Codacons, l'avvocato Marco Maria Donzelli, le quote mensili non dovrebbero essere comunque pagate, tanto che l'associazione dei consumatori fornisce sul proprio sito anche documentazioni, come lettere-tipo, che i genitori possono compilare e inviare agli asili nido per far fronte a queste esigenze. Inoltre, a detta degli esperti consultati dal tg satirico la richiesta di una riduzione della retta sarebbe del tutto legittima, dovendo quindi procedere solamente al pagamento dei giorni in cui si è realmente usufruito della prestazione: «I contratti con gli asili nido - spiega l'avvocato Edno Gargano - sono contratti di somministrazione di servizi, somministrazione che in questo caso è stata momentaneamente vietata da una disposizione eccezionale per esigenze di ordine pubblico e sicurezza nazionale. Per questo motivo, chi avesse già pagato la retta annuale potrà richiedere il rimborso per i giorni effettivi di cui non si è usufruito del servizio».

Insomma, una polemica che continuerà a fare notizia anche nelle prossime settimane, fintanto che da Roma non venga presa una precisa decisione in tal senso. Nel frattempo, però, Elisa Pisani nei giorni scorsi ha voluto postare sul profilo Facebook de "Il Pollicino" una bella lettera dedicata al suo "Centro" e che qui vi riportiamo integralmente:

Ciao Mio Pollicino,
Sono la tua mamma, la Maestra Elisa. Oggi sono passata da te, che sei solo da troppo tempo. Sono passata perché si, ci hanno chiuso in casa, si non dobbiamo vivere e fermarci, ma le maledette scadenze burocratiche no, quello no che non si fermano. Mai. Cosi ho avuto modo di salutarti. Mi sono scese molte lacrime nel vederti così, abbandonato e così vuoto! Ma la cosa che più mi ha colpito è stato il silenzioso: un silenzio veramente assordante, che fa male. E purtroppo sarà così ancora per tanto tempo, perché c’è chi continua a fare i festini privati e passeggiate di massa. Non capiscono che noi stiamo vivendo una quarantena lavorativa ormai da un mese, e sociale da due settimane. Non capiscono che questo isolamento porterà delle pesanti conseguenze sulla vita di tutti noi. Non capiscono che ci sono delle persone che muoiono e delle altre che ormai sono allo stremo delle forze da quanto stanno lavorando per tutelarci tutti. Mio Pollicino, quando finalmente le tue porte si apriranno e ci accoglieranno di nuovo, romperemo questo silenzio doloroso. Anche le tue zie, la tue maestre ti pensano tanto. Ti pensiamo sempre, tutte e tanto. E so anche che tutti i tuoi bambini ti pensano tanto, ti nominano e ti cercano.
Pollicino mio, noi siamo qui. Sempre.
Maestra Elisa

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