Coronavirus, cinque nuovi decessi ma il contagio rallenta ancora

Sale a 154 il numero delle vittime nella sola provincia di Treviso. I decessi di venerdì sono avvenuti negli ospedali di Conegliano, Vittorio Veneto, Treviso e Montebelluna

Altre cinque persone hanno perso la vita nella giornata di venerdì 10 aprile a causa del Coronavirus in provincia di Treviso. Erano ricoverate negli ospedali di Treviso, Conegliano, Montebelluna e Vittorio Veneto. Sale dunque a 151 il numero totale delle vittime nella Marca. Si tratta di tre uomini e due donne con un'età media di 80 anni tutti con gravi patologie pregresse.

A dirlo sono i dati del bollettino diffuso oggi da Azienda Zero. Numeri che vedono un nuovo rallentamento nella diffusione del contagio: i casi positivi al virus sono in calo mentre le persone positive al test del tampone restano in leggero aumento a causa dei controlli nelle case di riposo. Diminuisce il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono 40, due in mendo di ieri sera così come il numero di pazienti dimessi dagli ospedali: sono 379 rispetto ai 358 di giovedì cui 160 a Treviso, 112 a Vittorio Veneto, 36 a Montebelluna, 30 a Castelfranco Veneto, 17 a Conegliano, 14 a Oderzo e 10 al San Camillo di Treviso. Ad oggi ci sono 1944 persone positive al test del tampone in provincia di Treviso, 32 in più rispetto a ieri. I casi positivi sono invece 1421, due in meno rispetto ai 1427 di ieri. Aumentano invece i pazienti positivi in isolamento: giovedì erano scesi a 3570, questa mattina sono 3620.

Il bollettino del Governatore Zaia

«Bisogna prendere atto che la chiusura si è fatta a macchia di leopardo per aree e tempi diversi, fino al lockdown totale. Io auspico quindi che si riapra con lo stesso principio, gradualmente e possa riaprire prima chi ha chiuso prima. Ovviamente, aprono solo le imprese che possono mettere in sicurezza i loro lavoratori». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia oggi, venerdì 10 aprile, nel corso del consuento punto stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera. Il Governatore ha ribadito che: «Bisogna poi prendere atto che già oggi il lockdown non esiste più di fatto che molte imprese hanno già riaperto e che essendo buone le curve di contagio penso si possa partire con un primo gruppo di aziende che si candidano a tare i test, e che garantiscono la sicurezza dei dipendenti - ha spiegato - Ecco, in Veneto abbiamo giù un primo gruppo di imprese del settore della moda, e del metalmeccanico che si sono candidate per questa sperimentazione in vista della riapertura poi di tutte le attività produttive dopo il 3 maggio. Noi siamo interessati a questa sperimentazione e presenterò al governo  il nostro piano perché penso possa essere un utile contributo in vista del piano nazionale di  riavvio totale. Ma - ha avvertito  Zaia - bisogna prima che venga liberalizzata la vendita dei dispositivi di protezione, in primis le mascherine, sul mercato in modo tale che le imprese possano così garantire la  sicurezza dei loro dipendenti». Altro tema chiave toccato dal Governatore è quello sulla positività dei test del tampone: «Tra i dipendenti del settore della sanità in Veneto il 65,42% è stato sottoposto a tampone per Coronavirus, e l'1,3% è risultato positivo. Tra i medici di medicina generale i positivi sono l'1,4% sul 64% del totale che si è sottoposto a tampone. Tra gli infermieri il 66% si è sottoposto a tampone, e l'1,69% è risultato positivo - ha spiegato - E giusto parlare con i numeri - ha spiegato Zaia - perché se diamo una descrizione di lebbrosario bisogna dare la fotografia esatta. Non dò questi dati per giustificare nulla, mi è stato chiesto e lo diamo. I dati li abbiamo tutti» ha concluso. 

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