Bon Bozzolla, nuovo focolaio Covid: positivi otto ospiti e due operatori

Un anziano proveniente da una struttura esterna è risultato positivo al virus, facendo scattare i tamponi a tappeto. I restanti ospiti positivi, tutti asintomatici, sono stati isolati in casa di riposo in un apposito nucleo

Casa di riposo Bon Bozzolla (Immagine d'archivio)

La positività di un ospite della casa di riposo Bon Bozzolla, sottoposto venerdì 10 luglio a tampone precauzionale in quanto proveniente da un'altra struttura (dove era risultato negativo a due precedenti tamponi), ha permesso di individuare, nella giornata di oggi, sabato 11 luglio, un nuovo focolaio epidemico di Covid-19 nella residenza di Farra Di Soligo.

A seguito della prima positività, grazie all’immediata applicazione del Piano di sanità pubblica della Regione Veneto, sono stati sottoposti al test del tampone, nella giornata odierna, 208 persone tra ospiti e operatori. I test hanno evidenziato dieci positività, otto tra gli ospiti e due tra gli operatori. Il compagno di stanza del primo positivo, pur essendo risultato negativo a un primo tampone effettuato ieri sera, venerdì, avendo sabato sviluppato sintomatologia, è stato portato al pronto soccorso di Conegliano dov’è risultato negativo al test sierologico e, successivamente, positivo a un secondo tampone. A quel punto è stato disposto il suo ricovero nel reparto di Malattie Infettive a Treviso. I restanti ospiti positivi, tutti asintomatici, sono stati  isolati in casa di riposo in un apposito nucleo. I due operatori, anche loro asintomatici, sono stati posti in isolamento a domicilio, e le loro famiglie messe in quarantena. Entro domani, domenica 12 luglio, sarà conclusa l’indagine epidemiologica al Bon Bozzolla, con l’effettuazione dei tamponi su un’altra settantina di persone, vale a dire tutti coloro che nelle ultime due settimane hanno fatto visita agli ospiti e ad alcuni fornitori.

«Nell’arco di sole 24 ore, grazie alla piena applicazione del Piano regionale – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi -  siamo riusciti a testare oltre duecento persone,  individuando tempestivamente e circoscrivendo il focolaio. Va sottolineato come anche la prima  positività è emersa solo grazie alle procedure di massima sicurezza adottate a livello regionale nelle case di riposo, che prevedono la messa in quarantena con effettuazione di tamponi a inizio e fine isolamento per i nuovi ingressi. In questo caso, oltretutto, a conferma di quanto sia subdolo il virus il paziente aveva già effettuato due tamponi in precedenza, entrambi con esito negativo». 

«La nostra struttura ha dall’inizio dell’emergenza alzato le difese contro il Covid-19 – spiega il presidente del Bon Bozzolla Giuseppe Bubola – tanto da essere classificata Covid-free. Anche in questo caso, l’applicazione rigorosa della procedura, la comunicazione tempestiva all’ULSS e l’applicazione scrupolosa del Piano della Regione Veneto ci hanno consentito di individuare e circoscrivere subito le positività. Devo allora ringraziare i dipendenti per la solerzia e la professionalità dimostrata, così come il repentino e puntuale intervento del direttore dell’ULSS 2 Benazzi, del dott. Rigoli della Microbiologia e del dott. Moretto della Task Force che ha permesso di monitorare in poche ore ospiti e dipendenti. Sin dalla prima ora, poi, siamo stati in contatto con il Sindaco di Farra di Soligo Perencin. Citando il direttore generale dell’ULSS, c’è da dire che questo virus è davvero “subdolo”, dato che l’ospite proveniente da altra struttura, aveva già due tamponi negativi e invece al terzo, quello della procedura di sicurezza, è risultato positivo e ci ha permesso di individuare il focolaio. Anche per questa esperienza, non posso che invitare i colleghi delle altre case di riposo a tenere sempre l’attenzione molto alta. In queste ore abbiamo proceduto alla sanificazione della struttura e sono stati effettuali i tamponi anche ai familiari che hanno visitato gli ospiti negli ultimi 15 giorni e alcuni i fornitori entrati in struttura. Nei prossimi giorni proseguiremo a monitorare la situazione, lavorando di concerto con l’ULSS 2 nel rispetto del protocollo regionale. Il Bon Bozzolla ha dimostrato dunque di saper reagire all’emergenza e mettere tutti in sicurezza nel più breve tempo possibile». Attualmente, il Centro di Servizi solighese ha sospeso gli ingressi e le visite fino al termine dell’emergenza. Giovedì sarà effettuato un altro screening di tamponi per ulteriore garanzia di sicurezza.

Covid in casa di riposo, Cgil: «Linee guida regionali da rivedere»

«Le linee guida della Regione sulle riaperture non scongiurano l’ingresso dei contagi nelle strutture per anziani, esponendo al rischio ospiti e lavoratori. Ciò che è successo all’Istituto di Farra di Soligo traccia un nuovo preoccupante scenario, è la prova che non si può abbassare la guardia sul contenimento del virus. Infatti questo caso di contagio, verificato proprio a ridosso dei primi tentativi di effettuare nuovi ingressi di ospiti e di apertura alle visite dei familiari, suona come un campanello d’allarme per tutte le case di riposo del territorio». Lo dichiara Marta Casarin, segretaria generale FP CGIL di Treviso, che appresa la notizia del nuovo focolaio evidenzia la fragilità della normativa regionale sugli accessi nelle strutture per anziani della Marca. «Siamo in apprensione per il nuovo focolaio ma lo siamo da settimane perché l’accelerata data dalla Regione Veneto alle riaperture delle case di riposo abbassa la guardia rispetto a un rischio così concreto di contagio. L’emergenza non è alle spalle ed è fondamentale garantire la salute di ospiti e personale - afferma la segretaria FP CGIL di Treviso -. Un rischio che si è verificato proprio in una di quelle strutture che sin dall’inizio dell’epidemia ha adottato scrupolosamente tutte le misure di sicurezza e contenimento, applicando sia il piano di prevenzione sia un piano interno. Dobbiamo allora prendere consapevolezza che bastano pochi giorni per tornare alle situazioni critiche dei mesi scorsi».

«Se il virus è stato portato da un ospite di un altro centro con due tamponi negativi, basta a farci capire che da una parte la Regione dovrebbe rivedere le direttive fornite alle strutture per anziani in un verso tanto più restrittivo quanto preventivo - sottolinea Marta Casarin -, e dall’altra è fondamentale che le case di riposo, anche se sotto la pressione dei familiari, rallentino visite e nuovi ingressi, così come, anche alla luce di quanto accaduto, verifichino le scorte di dotazioni di DPI, ipotizzando la necessità di dispositivi di emergenza”. “Forse non lo si percepisce pienamente ma, come la Sanità, le case di riposo restano ancora oggi la prima linea sul fronte dell’epidemia e quanto gli ospedali soffrono di carenze di organici. Così come gli ospiti, i lavoratori dei Centri di Servizi del territorio meritano massima tutela - conclude Casarin -, per questo non si può allentare sul fronte della sicurezza e della protezione. Meritano, inoltre, che si presti loro attenzione per il grande impegno che stanno portando avanti anche sul piano del riconoscimento economico».

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