Buoni spesa: il Centro della Famiglia di Treviso scrive ai sindaci proponendo linee guida

Sono state suggerite alcune soluzioni operative, tra le quali quella di avvalersi per la distribuzione soltanto di incaricati di pubblico servizio o di enti del terzo settore

Il Centro della Famiglia di Treviso scrive a tutti i 94 sindaci della Marca Trevigiana proponendo alcune linee guida per aiutare gli amministratori locali a individuare criteri di giustizia ed equità per la ripartizione delle risorse messe a disposizione dal Governo per supportare le fasce più in sofferenza della popolazione nell'emergenza Coronavirus. In sostanza il CDF, sostenendo la proposta del Forum Famiglie di cui è socio, propone di tener conto della composizione del nucleo famigliare nell'assegnazione dei Buoni Spesa, sulla scorta del progetto “Fattore Famiglia”. Inoltre, suggerisce ai sindaci alcune soluzioni operative, tra le quali quella di avvalersi soltanto di incaricati di pubblico servizio o di enti del terzo settore per la distribuzione.

“... in questo particolare momento – si legge nella missiva inviata ai sindaci – oltre ad occuparvi della tutela sanitari dei concittadini, voi sindaci siete investiti dell'impegno e della responsabilità di aiutare tutti, in particolare quelli che versano nelle condizioni più disagiate... nella loro composizione, le famiglie non sono tutte uguali... pertanto, nell'individuazione e definizione dei criteri per l’assegnazione dei vari sussidi, (a partire dai buoni spesa su cui in questi giorni avrete l’onere della decisione), da erogare ai soggetti che a causa della attuale pandemia sono caduti in una condizione di disagio, La invitiamo a tenere in debito conto le famiglie e la loro composizione al fine di fornire un aiuto equo e commisurato ai reali bisogni di ogni singolo nucleo. Vi invitiamo dunque a tener conto in primo luogo delle famiglie con più figli, con disabili, con anziani, delle future mamme, del mutuo o dell’affitto da pagare e così via ed anche dell’assenza di ogni altra forma di assistenza e tutela, alla luce soprattutto delle condizioni di reddito attuali”.

Don Francesco Pesce, Presidente della Fondazione, e Adriano Bordignon Direttore del Consultorio e delegato del Forum delle Famiglie affermano: “I sindaci sono come al solito i più vicini alle famiglie. Ci hanno fortemente sostenuto nella campagna per l’Assegno Unico per il figlio che se il Parlamento avesse approvato sarebbe stato un solido puntello in questa crisi. Oggi gli chiediamo di essere i nostri portavoce e di saper gestire le risorse andando incontro al più grande patrimonio del nostro Paese: le famiglie” - e continuano - “Oggi, in famiglia i genitori proseguono l’impegno lavorativo prima svolto all’esterno, ma contemporaneamente seguono e assistono i figli inventandosi come docenti, animatori, compagni di giochi e nel contempo continuando, certo con maggiore preoccupazione, l’accudimento dei propri anziani e dei familiari disabili. A tutto questo si aggiungono le preoccupazione di una comunità (quella Veneta) con oltre 55mila persone in cassa integrazione o FIS”.

Ecco, di seguito, i requisiti proposti dal Forum Famiglia ai sindaci della Provincia di Treviso:

Requisiti da valutare in sede di esame della domanda da parte del funzionario pubblico o incaricato di pubblico servizio. Il richiedente o altro membro del nucleo familiare:

 deve avere la residenza e/o domicilio nel Comune

 non deve aver presentato istanza di contributo ad altro comune

 deve dichiarare il numero dei componenti del proprio nucleo familiare a carico che attualmente sono domiciliati presso l’abitazione

 non deve avere redditi personali o assistenziali (ad es. reddito da lavoro dipendente o pensione) superiori a 600€ mensili + 150€ per ogni membro del nucleo familiare oltre al richiedente

 Non deve avere disponibilità̀ economica su conti correnti bancari e postali alla data del 30 marzo 2020 per un importo complessivamente superiore a € 3.000,00 più 1000€ per ogni altro familiare a carico

Utilizzo del buono

 i buoni si possono utilizzare solo per l’acquisto di beni di prima necessità, presso gli esercizi convenzionati da ogni Comune o dall’Anci

 In particolare chiediamo ai Comuni di sottolineare nelle varie convezioni il divieto di acquisto di prodotti come super alcolici, ed altri prodotti non necessari

 I buoni/titoli di acquisto non sono cedibili ad altri né a titolo gratuito e men che meno a titolo oneroso

 Ogni avente diritto dovrà presentare agli esercenti il documento di riconoscimento come accade per le carte di credito

Criteri di erogazione del buono

Soddisfatti i requisiti di cui sopra, riteniamo opportuno che i buoni siano erogati in proporzione al numero di componenti del nucleo familiare a carico,

Ammontare del Contributo

Opzione 1

Si propone di assegnare buoni spesa per un ammontare pari a 150 € per ogni figlio o persona non auto sufficiente in carico compatibilmente con il budget di spesa disponibile, o adeguatamente proporzionato, e nei limiti di reddito previsti dalla norma oltre al richiedente.

Opzione 2

Si propone di assegnare i buoni spesa in base ad una scala di equivalenza. In particolare si utilizza la scala di equivalenza elaborata dal Forum e conosciuta come “Fattore Famiglia”.

La scala di equivalenza, moltiplicata per 10, individua il numero di buoni da assegnare per ciascuna tipologia di struttura familiare.

Raccomandazioni

 Si raccomanda la consegna dei buoni a cura dei pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, al fine di evitare forme clientelari o assistenzialistiche, che alimentano la cultura del privilegio e dell’illegalità, e l’assoluta centralità e imparzialità dello Stato nell’erogazione dei benefici

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 I Comuni, solo per la distribuzione operativa dei beni o per la compilazione della domanda di cui sopra possono avvalersi degli Enti del Terzo Settore.

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