Alunno autistico senza assistenza: «Impossibile svolgere la didattica a distanza»

La denuncia pubblica della mamma di un bimbo che frequenta la primaria "Cesare Battisti" a Vascon di Carbonera. Nel decreto del 9 marzo prevede il "potenziamento delle reti assistenziali" ma finora nulla è stato fatto. La solidarietà dei compagni: pioggia di videomessaggi per salutarlo

La scuola primaria "TCesare Battisti"

Impossibilitato a seguire le terapie e lasciato senza la possibiltà di seguire la didattica da casa, come i suoi compagni di scuola. In tempi di Coronavirus le difficoltà, già notevoli, dei genitori di alunni affetti da autismo, si amplificano e spesso restano purtroppo inascoltate. E' il caso di un bimbo di sei anni, Francesco, che frequenta la scuola primaria "Cesare Battisti" di Vascon di Carbonera. La madre, Elisa Girotto, dopo aver cercato in tutti i modi di giungere ad una soluzione per far continuare, seppur a distanza, le terapie al figlio, ha scritto una lettera alla nostra redazione, chiedendo aiuto. Per ora di risposte alle sue richieste ne ha ricevute poche. Il dirigente scolastico del plesso e la maestra di Francesco, anche loro mobilitati in prima linea per risolvere il caso, la stanno supportando in questa battaglia, per ora senza esito. Il decreto del Governo dello scorso 9 marzo parlava chiaro: era previsto il "potenziamento delle reti assistenzali" ma questo è rimasto, per ora, lettera morta.

«Mio figlio Francesco in questo momento difficile ha un doppio problema: il centro per l'autismo dove lui effettua settimanalmente le terapie è chiuso per l'emergenza Coronavirus -si legge nella lettera inviataci da Elisa Girotto- Analogamente, anche le terapie comportamentali che effettuava a scuola con la sua terapista ABA sono state sospese. Come se questo non bastasse, a differenza dei suoi compagni, Francesco non può svolgere l'attività di didattica a distanza in quanto gli manca l'aiuto della sua maestra di sostegno, che lo seguiva e che aveva preparato per lui un programma ad hoc in base alle sue difficoltà e alle sue capacità. Esiste l'articolo 9 del Decreto 14 del 9 marzo 2020 "Assistenza a persone e alunni con disabilità" che prevede il potenziamento delle reti assistenzali in questo periodo di emergenza, compresa l'assistenza didattica domiciliare per poter permettere agli alunni con disabilità di continuare l'attività didattica interrotta a scuola. Non sapendo a chi chiedere ulteriori ragguagli per la fruizione di questo servizio, ho quindi interpellato il direttore scolastico del plesso di Carbonera, il quale molto gentilmente si è attivato immediatamente per reperire quante più informazioni possibili ma né lui né il Comune di Carbonera hanno ricevuto disposizioni da Roma in merito a questa possibilità».

«Ci troviamo, quindi, tutti spiazzati e incapaci di venire a capo di questa situazione -chiude Elisa nel suo appello- e sono quasi sicura che molti altri bambini con autismo si trovano ad avere lo stesso tipo di problema, aggiungendo ulteriore angoscia in un momento in cui non abbiamo la più pallida idea di come questo incubo avrà fine. La maestra di Francesco ha cercato di aiutarci inviandoci del materiale tramite WhatsApp, tramite il portale Nuvola e ci siamo anche sentite telefonicamente per avere consigli su come procedere. Lei ha cercato di fare il possibile e l'impossibile  per aiutarci a distanza, ma quello che a Francesco manca è il contatto diretto con lei.

C'è poi l'altra faccia della medaglia e qui veniamo alle note liete. Nonostante l'isolamento i compagni di classe di Francesco hanno voluto fargli sentire tutto il loro affetto attraverso un lunga serie di video-messaggi, commoventi. «Per ovviare a questo periodo di solitudine e isolamento -ci racconta Elisa- nei giorni scorsi i suoi compagni di scuola hanno partecipato ad un'iniziativa bellissima e commovente registrato dei piccoli videomessaggi con l'aiuto dei loro genitori e che mi sono stati recapitati via Whattsapp a dimostrazione di come, in un momento di preoccupazione e smarrimento, i bambini con la loro purezza sappiano sempre come portare una ventata di ottimismo e di solidarietà al loro compagno e amico in difficoltà».

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