Coronavirus, superlavoro per i volontari della protezione civile di Casale

Aiuto prezioso soprattutto presso la casa di riposo Ca' dei Fiori, dove l'epidemia si è fatta sentire particolarmente violenta, con gli operatori socio-sanitari presenti tra i volontari

I volontari al lavoro

Sono settimane di emergenza incessante per i volontari della Protezione Civile di Casale sul Sile: Coronavirus COVID-19, emergenza di natura biologica sconosciuta in Italia fino allo scorso febbraio, ha richiesto infatti interventi immediati a tutela del bene collettivo della salute. La scarsa prevedibilità del virus, dovuta in particolare alla velocità di diffusione globale, alla facilità di contagio e al riscontro della possibilità di soggetti vettori asintomatici, ha richiesto rapide risposte operative anche per la piccola realtà, da oltre vent'anni in prima linea per dare supporto costante alla comunità.

In brevissimo tempo e nonostante l'innegabile rischio presente, ha messo a disposizione volontari addestrati e mezzi di protezione civile e sanitari per ogni genere di attività richiesta sul territorio. Le attività in cui sono stati finora impegnati sono state a supporto alle tende del Triage Covid19 presso l'ospedale Ca' Foncello; per la distribuzione alla cittadinanza di pasti caldi, generi alimentari e farmaci; al controllo delle distanze di sicurezza nelle strade e nei pressi dei supermercati; con un mezzo ambulanza il supporto al Suem 118 di Treviso, per la consegna delle mascherine della Regione Veneto, generosamente prodotte e donate da un privato e, non da ultima, con l'aiuto alla casa di riposo Ca' dei Fiori, dove l'epidemia si è fatta sentire particolarmente violenta, con gli operatori socio-sanitari presenti tra i volontari.

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Tra le necessità che si sono presentate impellenti per l'Associazione, vi è stata quella di dotarsi urgentemente di un macchinario per la disinfezione dei mezzi, a ozono. «Una spesa imprevista -afferma il presidente Andrea Borghesan- che speriamo di far rientrare quanto prima, nel frattempo non è possibile immaginare di potersi fermare. L'invito che rinnovo a tutti è quello di restare a casa, assolutamente, per uscire e uscirne presto, tutti quanti, più forti di prima».

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