Morta per Coronavirus a Treviso, la Procura: «Non vogliamo indagare nessuno»

Il sostituto procuratore Davide Romanelli fa chiarezza sul fascicolo aperto dopo il decesso della 75enne di Paese Luciana Mangiò. Gli inquirenti orientati a non effettuare l'autopsia

«I medici che si stanno impegnando, rischiando anche la propria salute, non devono sentirsi messi sotto esame». Lo ha detto stamattina, giovedì 27 febbraio, il sostituto procuratore Davide Romanelli, magistrato che ha in carico il fascicolo - per atti relativi, senza indagati né ipotesi di reato - aperto ieri dal Procuratore della Repubblica Michele Dalla Costa in relazione al decesso della 75enne Luciana Mangiò, morta all'ospedale di Treviso l'altro ieri per complicazioni legate a patologie pregresse ma positiva al tampone del Coronavirus.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

«Nel fascicolo - ha spiegato Romanelli - non ci sono indagati né abbiamo intenzione di indagare nessuno. Per la Procura è un atto che serve a migliorare il patrimonio di conoscenze su una situazione che è in continua evoluzione». Il magistrato ha disposto l'acquisizione della cartella clinica mentre al momento gli inquirenti sembrano orientati a non far effettuare l'autopsia sul corpo della donna, che resta al momento "isolato" all'interno del reparto di Geriatria dell'ospedale trevigiano dove era stata ricoverata lo scorso 7 febbraio. «Non immaginiamo nulla - ha spiegato Romanelli - e meno che mai ipotizziamo colpe da parte del personale sanitario che si sta impegnando con grande senso professionale e etico in questa fase che resta molto caotica. L'apertura del fascicolo non significa mettere sotto esame il lavoro dei medici e degli infermieri del Ca' Foncello, semplicemente la Procura osserva la realtà e acquisisce informazioni e nuove conoscenze. Non deve passare in alcun modo il sospetto che il decesso sia legato a situazioni di cosiddetta malasanità. L'apertura del fascicolo decisa dal Procuratore della Repubblica - ha concluso Romanelli - non è insomma una  entrata a gamba tesa sul lavoro dell'ospedale trevigiano e resta finalizzata ad acquisire nuove conoscenze su quello che sta avvenendo».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cade nelle acque del Sile, fugge in treno e lo ritrovano a Bassano

  • Tragedia in A27: perde il carico, scende a recuperarlo ma viene travolto

  • Grandine e vento forte, il maltempo torna a colpire la Marca

  • Apre a Castelfranco la brasserie di uno chef stellato

  • Male incurabile, il sorriso di mamma Liliana si spegne a 47 anni

  • Tragico schianto col furgone nella notte: 62enne muore a pochi metri da casa

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TrevisoToday è in caricamento