Il grido delle mamme del Cantiere delle donne: «Quale futuro per i nostri bambini?»

L'appello alle istituzioni delle madri lavoratrici e non: «Sfruttiamo le lezioni all'aperto, apriamo i centri estivi, pensiamo al ritorno alla normalità anche per i bambini»

Sono tante le donne che lavorano e che hanno figli, non è facile seguire tutti gli impegni ed essere vicini ai piccoli in questo particolare momento storico, nel pieno dell'emergenza Coronavirus. Dopo oltre 45 giorni di quarantena hanno scritto una lettera e formulato proposte perchè nella fase 2 ci si occupi anche del futuro dei bimbi. Sono le mille mamme e non che fanno parte de Il cantiere delle donne, gruppo nato con l'obiettivo di fare rete e che, come in questo caso, creare situazioni di confronto su tematiche di grande attualità. Grido disperato che arriva anche da molti papà. La pazienza sta finendo e un padre di Schio il 4 maggio prossimo vuole portare nella sala conferenze della Regione la figlia di 5 anni, per lasciarla al governatore del Veneto Luca Zaia. «Ecco qua, tienimela tu che io vado a lavorare».

 "Apprezzo il lavoro che sta facendo, non è semplice per nessuno gestire questa situazione. Dunque vorrei fare un paio di domande, anzi una: nel momento in cui dovremo riprendere l'attività lavorativa io e la mia compagna, a chi affideremo la bimba? Ai nonni anziani rischiando di infettarli?  Oggi ho sentito che le hanno chiesto se si può uscire col cane, se si può fare i pic nic....E' mai possibile che nessuno le abbia chiesto a chi dovremo affidare i bambini mentre andremo a lavoro visto che asili e scuole sono chiusi? Non mi risponda ad una baby sitter, perchè nonostante il bonus, mi ritroverei lo stipendio della mia compagna (che è apprendista), appena sufficiente per pagare la babysitter. Ma siccome dovremo convivere col virus torno alla domanda principale:

DOVE DEVO PORTARE LA MIA BIMBA DI 5 ANNI QUANDO RE-INIZIEREMO A LAVORARE.
- RISPOSTE NON AMMESSE: DAI NONNI (d'altronde caro Zaia, continua a dire che sono da proteggere)
- BABY SITTER...chi mi assicura che non sia lei stessa positiva? Perchè devo indebitarmi per pagare una baby sitter per andare a lavorare?"

Le proposte

Il gruppo non vuole fare polemiche ma proposte. Eccone alcune:

  • Baby sitter. La soluzione della babysitter, al momento, non è percorribile per questioni "epidemiologiche". Far entrare in casa una qualsiasi persona estranea al nucleo familiare significa esporsi al rischio di un possibile contagio.
  • Mascherine per bambini. Mascherine su misura per i bambini (anche trasparenti in modo che tutto sembri meno strano).
  • Lezioni all'aperto. Far tornare a scuola i bambini appena farà un po' più caldo con lezioni all'aperto, creare gruppi ristretti di massimo tre bimbi con una baby sitter o anche una maestra condivisa dalle poche famiglie.
  • Centri Estivi. Con meno ragazzi e dispositivi o bambini alternati a seconda dei giorni
  • Allungamento permessi parentali e nidi in famiglia. Per i bambini della materna: dare la possibilità (almeno mezza giornata) di creare piccoli gruppi di bambini 3/4 max tipo i nidi in famiglia) con animatrice/educatrice dedicata... dove?: a casa di chi ha spazio o si rende disponibile.
  • Le materne. Riapriamole per giugno e chi vuole anche a luglio. Magari dividiamo i bambini i piccoli un giorno o un'aula solo per loro, i medi un altro giorno o un'aula solo per loro, i grandi un altro giorno o un'aula solo per loro. Diamo la precedenza ai grandi con più giorni visto che a settembre vanno alla primaria e non sarebbe giusto non accompagnarli in questo passaggio.Privilegiamo magari la didattica all'aperto per gli asili che hanno lo spazio esterno. Bambini in cerchio distanziati. Maestre e collaboratori con mascherina. Per i giochi, in piccoli gruppi. Magari la mezza giornata evitando la mensa e (per i piccoli) la nanna del pomeriggio.

«Il nostro obiettivo è far arrivare la nostra voce alle istituzioni. Ecco che abbiamo deciso di elaborare un documento che arrivi alla Regione, alla politica veneta, al governo centrale, nella speranza di trovare una soluzione. Dopo un mese e mezzo di quarantena si parla solo di ripresa economica e non del futuro dei nostri bambini» spiegano le mamme del Cantiere. Ad oggi sono già stati fissati due incontri con una parlamentare veneta e giovedì con l'assesora regionale Elena Donazzan. «Vogliamo arrivare alla ministra della Famiglia», concludono.

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