Coronavirus, la Lilt di Treviso dona al Comune ben 120 bottiglie di olio extravergine d'oliva

Simbolo di buona alimentazione e prevenzione, il presidente Alessandro Gava ha in questo modo voluto dimostrare la vicinanza dell'associazione ai più bisognosi

Il momento della consegna del direttore Gava al sindaco

Nella Marca non si placano, fortunatamente, le tante dimostrazioni di solidarietà per aiutare chi ne ha più bisogno durante il periodo del Covid-19. E nella giornata di giovedì il sindaco Mario Conte ha ricevuto una donazione diversa dal solito: «Ringrazio la Lilt Onlus Treviso, nella persona del suo presidente, il dottor Alessandro Gava, per il prezioso gesto di solidarietà e vicinanza alle persone colpite economicamente dall'emergenza Coronavirus. La Lega Italiana Lotta Contro i Tumori quest'anno ha infatti donato al Comune di Treviso ben 120 bottiglie di olio extravergine d'oliva, simbolo di buona alimentazione e prevenzione. Ovviamente, destineremo questi prodotti ai più bisognosi. Grazie infinite!».

L'iniziativa di "Pasta madre"

L’usanza partenopea del “caffè sospeso” adattata all’attuale emergenza COVID-19. È l’idea che ha ispirato il team di PastaMadre, pizzeria a Quinto di Treviso. Dal venerdì alla domenica, con ogni ordine del servizio delivery, i clienti potranno decidere di lasciare un contributo per donare una pizza alla Protezione Civile di Quinto, impegnata senza sosta per la comunità, insieme al personale medico-sanitario e alle Forze dell’Ordine. Nelle scorse settimane, PastaMadre ha già donato le sue pizze sia al personale medico dell’Ospedale Cà Foncello che agli operatori sanitari del Dipartimento di prevenzione La Madonnina. Ora dà la possibilità anche alla clientela di unirsi alla gara di solidarietà scattata tra la popolazione, per dare un aiuto concreto a chi combatte in prima linea.

La donazione di Bofrost

Oltre 350 mila euro da parte di Bofrost Italia per sostenere, con l’acquisto di attrezzature sanitarie, più di 50 ospedali su tutto il territorio nazionale impegnati nella cura dei pazienti affetti da Covid-19. È questo il risultato dell’iniziativa “Insieme siamo una forza” avviata all’inizio di marzo dalla più grande azienda italiana di vendita a domicilio di surgelati, operazione che si concluderà sabato 18 aprile con i primi versamenti destinati alle strutture sanitarie. 13.500 euro andranno alla Ulss 2 Marca Trevigiana: si tratta della cifra raccolta dalle filiali Bofrost di Casale sul Sile e Conegliano Veneto. Inoltre, come ogni struttura coinvolta nell’iniziativa, la Ulss riceverà anche 1.000 buoni del valore di 30 euro per la spesa alimentare online, destinati al personale sanitario (per uno stanziamento totale di 1,5 milioni di euro da parte di Bofrost).

«Uno sforzo che ha visto uniti l’azienda, i venditori impegnati a promuovere capillarmente l’iniziativa e soprattutto i clienti Bofrost di tutta Italia, che hanno dato prova di grandissima generosità – spiega l’amministratore delegato di Bofrost Italia Gianluca Tesolin –. In poche settimane, infatti, siamo riusciti a mettere insieme una cifra importante, indirizzandola alle realtà che più ne hanno bisogno: un ospedale per ogni filiale, contattato preventivamente dal personale delle nostre filiali e “adottato”, quindi, dai nostri clienti, che hanno potuto fare donazioni per rispondere in modo concreto a questa emergenza sanitaria».

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Le strutture che beneficeranno delle donazioni sono oltre 50 in tutta Italia, distribuite in tutte le regioni italiane, dalle regioni del Nord più colpite dall’emergenza (e dove la presenza di Bofrost è storica) fino al Sud e alle Isole. «Non volevamo scegliere un unico ospedale, ma dare un aiuto concreto alle tante realtà locali che sono in prima linea nella battaglia al Coronavirus – prosegue Tesolin –. Abbiamo puntato sul legame che ogni nostra filiale instaura con il territorio di riferimento per far sentire i clienti ancora più coinvolti. Un ruolo determinante lo hanno avuto, come sempre, i nostri venditori, che in questo periodo difficile sono vicini a migliaia di famiglie italiane con un servizio indispensabile, quello della consegna di alimentari a domicilio, al quale si è aggiunto l’impegno instancabile nel promuovere la raccolta fondi. A tutto il personale sul campo, e ai clienti che hanno risposto così generosamente all’appello di Bofrost, va il ringraziamento mio e dell’azienda».

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