Roncade, migrante positivo al Covid: «14 persone in isolamento»

Il richiedente asilo ospitato negli alloggi gestiti dalla cooperativa di accoglienza Auryn, era entrato in contatto con i profughi della Serena. Nuovo ricoverato in Terapia intensiva

Un ospite degli alloggi situati nel centro di Roncade e gestiti dalla cooperativa di accoglienza Auryn è risultato positivo al Coronavirus. Si tratta di un richiedente asilo ora ricoverato all'ospedale di Vittorio Veneto.

L'Ulss 2 si è subito attivata per eseguire i tamponi alle altre 14 persone ospitate e agli operatori con cui hanno avuto contatti. Sono tutti in isolamento fiduciario. Sono stati inoltre disposti controlli puntuali da parte di carabinieri e polizia locale. Il Comune di Roncade è in costante contatto con l’Ulss 2, la cooperativa, la Prefettura e le forze di polizia ma, per il momento, la situazione sembra sotto controllo. I tre coinquilini che condividevano l'alloggio con il migrante ricoverato sono risultati negativi al test del tampone ma dovranno comunque rimanere in isolamento per due settimane. Da una prima ricostruzione dei fatti, il richiedente asilo sarebbe entrato in contatto, nelle scorse settimane, con alcuni ospiti dell'ex caserma Serena di Casier dove si è sviluppato un focolaio con ben 137 persone positive. Il Comune di Roncade ha commentato l'accaduto con queste parole: «In piena emergenza abbiamo avuto fino a 28 casi, non è uno nuovo che ci deve spaventare: restano piuttosto fondamentali le misure di prevenzione, distanziamento sociale in primis ed uso corretto della mascherina».

A Ca' Foncello di Treviso, nel frattempo, la Terapia intensiva ha tornato ad ospitare un nuovo paziente dopo essere rimasta "Covid-free" per gli ultimi due mesi. Si tratta di un uomo di 57 anni, ricoverato da alcuni giorni a Treviso per una rara forma di diabete. Di origini straniere, l'uomo vive nella Marca ormai da diversi anni. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate dopo essere risultato positivo al test del tampone. Non aveva viaggiato all'estero e non è legato in alcun modo ai focolai registrati nella Marca negli ultimi giorni. Oggi, il team dell'Ulss 2 tornerà all'ex caserma Serena per un nuovo giro di tamponi a tutti i 293 ospiti e 22 operatori.

Il commento del sindaco Zottarelli

«Sono arrabbiata perché con tutti i sacrifici fatti in questo periodo, da parte di tutti, che vi siano situazioni di positività fa allarmare e appunto arrabbiare perché non possiamo permetterci un nuovo lockdown».

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Con queste parole il sindaco di Roncade, Pieranna Zottarelli, ha commentato la notizia mercoledì mattina in diretta nell'edizione speciale del telegiornale di Antenna Tre. «Certo non si deve colpevolizzare chi risulta positivo al covid19, ma mi arrabbio con chi ancora oggi non rispetta le misure di prevenzione in atto perché, come ho detto,  non possiamo permetterci ulteriori chiusure. Abbiamo dato molto come comunità e dobbiamo imparare a convivere con le disposizione date per la sicurezza delle persone». Il primo cittadino questa mattina ha voluto informare direttamente i roncadesi della positività al Covid-19 della persona ora ricoverata all'ospedale di Vittorio Veneto, anche attraverso la pubblicazione di un post sulla pagina Facebook del Comune: «I referenti dell’Ulls2 ci hanno informati della presenza di una persona risultata positiva al covid19 che era ospite in uno degli alloggi situati nel centro di Roncade e gestiti dalla cooperativa di accoglienza Auryn. La persona si trova ora ricoverata all’ospedale di Vittorio Veneto. L’azienda socio sanitaria ha già eseguito i tamponi alle altre 14 persone ospitate e agli operatori con cui hanno avuto contatti. Sono tutti in isolamento fiduciario. Sono stati inoltre disposti controlli puntuali da parte di carabinieri e polizia locale. Siamo in costante contatto con l’Ulss, la cooperativa, la Prefettura e le forze di polizia e la situazione è sotto controllo. In piena emergenza - afferma il sindaco - abbiamo avuto fino a 28 casi, non è uno nuovo che ci deve spaventare: restano piuttosto fondamentali le misure di prevenzione, distanziamento sociale in primis ed uso corretto della mascherina». Nel corso della diretta il primo cittadino ha chiarito anche come le persone accolte siano tutti rifugiati reali, e non migranti economici, inseriti in un ambiente abitativo gestito. Dalle prime informazioni sembrerebbe che il contagio sia arrivato per la frequentazione con gli ospiti della caserma Serena: «I rapporti sociali sono naturali, ma non è accettabile se anche vi è solo un sospetto di contagio che questi vengano consentiti. Ai cittadini dico di stare tranquilli perché tutto è sotto controllo, ma è necessario continuare a rispettare con grande rigore le misure utili a prevenire il contagio».

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