Coronavirus, le onoranze funebri a sostegno dell'ospedale: donate 300 mascherine

Il bel gesto è delle Onoranze Funebri Roman di Conegliano che hanno donato altre un centinaio di mascherine anche alla polizia, ai carabinieri e alla protezione civile

Il momento della consegna

«Siamo tutti consapevoli del difficile momento in cui ci troviamo. Per prima cosa anche noi, che per la natura stessa del nostro lavoro sappiamo bene cosa stiamo facendo e cosa stiamo passando. Per questo vogliamo esprimere i nostri più grandi e sinceri ringraziamenti a tutte le persone (medici, infermieri, personale ospedaliero, protezione civile e tutti i volontari) che stanno lavorando duramente per la nostra salute e, seguendo l’esempio di tante aziende e persone che hanno già dato aiuto, vogliamo anche noi, nel nostro piccolo, contribuire». A dirlo sono Andrea Roman e Roberto Roman, titolari delle Onoranze Funebri Roman di Conegliano.

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«Sappiamo che le persone che sono in prima linea in questa “guerra” hanno mancanza di mascherine, che sono la prima arma contro il virus, diventate introvabili e dai prezzi assurdi. Attraverso vari canali e con molta fatica siamo però riusciti ad avere un piccolo approvvigionamento di 400 mascherine Ffp2. Io e mio fratello - ci racconta Andrea Roman - abbiamo deciso di donarne 300 all’ospedale di Conegliano, e più di un centinaio anche ai carabinieri, alla polizia e alla protezione civile di Conegliano. Perché non possiamo dimenticare anche chi lavora per la nostra sicurezza. Per adesso non riusciamo a consegnarne di più, perché quotidianamente le forniamo anche alle persone che purtroppo devono avvalersi dei nostri servizi, dato che in questo periodo di quarantena, in cui anche l’ultimo saluto è diventato difficile e ridotto all’essenziale, almeno possano accompagnare il loro caro in totale sicurezza. Siamo sicuri che altri seguiranno il nostro esempio come noi abbiamo seguito l’esempio di altri. I veneti non si sono mai arresi davanti a niente e nessuno, e tantomeno lo faremo adesso. Insieme ne usciremo vincitori!».

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