Plasma iper-immune: «Risultati positivi dai primi pazienti curati in Veneto»

La dottoressa De Silvestro è stata protagonista del punto stampa di lunedì 1 giugno. Sottoposti ai trattamenti sperimentali 23 pazienti. Al via l'indagine di sieroprevalenza

Un momento della conferenza stampa di lunedì 1 giugno

«Stiamo portando avanti le linee guida per quanto riguarda le aperture di teatri, cinema, locali discoteche, casino, sale da gioco, stiamo attendendo la convocazione da parte del Governo per capire cosa si fa. E' ancora in piedi la partita dei bambini della fascia 0-3 anni per i centri estivi, sta funzionando bene 3-17». A dirlo è stato il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel corso del punto stampa di lunedì 1 giugno alla Protezione Civile a Marghera.

«Stiamo chiedendo a Trenitalia di ripristinare la capacità originaria dei treni, ma mi pare di capire che Trenitalia sia in grossissima difficoltà, bisogna tornare alle capacità di prima, con la messa in sicurezza dei passeggeri con la mascherina. Penso si debbano rivedere le regole del trasporto pubblico locale che altrimenti quando riapriranno le scuole il caos sarà enorme, ed il sitema  imploderà». E' l'allarme lanciato dal governatore del Veneto che ha spiegato che «Secondo una prima stima  gli effetti sul trasporto pubblico locale di lockdown e riduzione della capacità sta creando una voragine in bilancio di più di 100 milioni di euro».

Plasma iper-immune

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha poi ceduto il posto alla dottoressa Giustina De Silvestro che ha parlato del progetto sperimentale di terapia dei pazienti Covid-19 attraverso il plasma iper-immune. «Il progetto è partito a Padova all'inizio di marzo, ma già prima che ci fossero i primi malati in Veneto noi seguivamo quanto stavano facendo in Cina - ha spiegato De Silvestro - Comunque, non siamo potuti partire subito perché l'allestimento di un protocollo sperimentale richiede tempo e non avevamo ancora competenze e strutture in grado di poter realizzare il progetto. Il protocollo è stato approvato a fine marzo e quindi dall'inizio di aprile abbiamo iniziato a raccogliere il plasma. Ed anche in questo caso abbiamo dovuto attendere e per la guarigione dei malati e per l'individuazione di coloro a cui somministrare la terapia. Finora, abbiamo arruolato 23 pazienti, quattro dei quali sono casi compassionevoli e quindi che non rispondono ai criteri di efficacia della cura. E la maggior parte dei pazienti arruolati si trovava in terapia intensiva quando è stata curata con plasma iper-immune. Nel frattempo abbiamo continuato con la raccolta del plasma iper-immune, anche perché non tutti coloro che si ammalano di Covid-19 sviluppa una quantità di anticorpi sufficiente per questa terapia. Noi però lo raccogliamo comunque, sperando di poter trovare un modo per concentrare gli anticorpi anche in quel plasma dove la loro quantità è più bassa. Finora, abbiamo raccolto plasma-iperimmune da 200 donatori e da ogni donatori si ricavano tre unità terapeutiche e di queste unità ne abbiamo già utilizzate, quindi trasfuse ai pazienti, 101 unità. I pazienti arruolati sono 23, abbiamo trasfuso 101 unità terapeutiche, significa che con un donatore non si riesce a trattare un paziente. Servono circa tre donatori per due pazienti. E tolti i casi compassionevoli, noi abbiamo avuto un paziente che è deceduto e gli altri hanno avuto una risposta positiva alla terapia: alcuni sono stati dimessi, altri sono in fase di riabilitazione. La risposta positivi alla terapia, però, non è stata immediata».

L'indagine di sieroprevalenza

Questa settimana sarà dato avvio nel Veneto all’indagine di siero-prevalenza della popolazione, promossa dal Ministero della Salute e dall’Istat con la collaborazione della Croce Rossa Italiana (CRI), su indicazione e con l’approvazione del Comitato Tecnico-Scientifico. Tale indagine ha l’obiettivo di acquisire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi. Il disegno del campione è stato effettuato dall’Istat e prevede l’osservazione di 150mila individui sull’intero territorio italiano. In Veneto è previsto il coinvolgimento di circa 10.500 unità, distribuite per provincia, sesso, attività e sei classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. La partecipazione non è obbligatoria ma conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi, pertanto è importante partecipare. Le persone estratte dall’Istat saranno contattate telefonicamente da un numero che inizia per 065510. Questo è il numero degli operatori della CRI incaricati delle telefonate per richiedere la disponibilità a partecipare. A chi accetterà di partecipare allo studio verrà somministrato un questionario e verrà dato l’appuntamento per presentarsi al centro prelievo più vicino alla sua residenza per l’effettuazione dell’indagine sierologica. Qualora la persona fosse impossibilitata a raggiungere il punto prelievi per problemi di salute, il personale della Croce Rossa si recherà a suo domicilio per effettuare il prelievo. Il questionario fornirà informazioni sulle differenze di prevalenza tra i generi, le fasce di età, di localizzazione territoriale e di attività economica così da meglio comprendere le caratteristiche epidemiologiche nelle varie aree del Paese e fornire utili informazioni per lo studio della patogenesi. L’esito dell’esame verrà comunicato a ciascun partecipante residente nel territorio, in caso di positività alla ricerca degli anticorpi al SARS-CoV-2, l’interessato verrà preso in carico dai Dipartimenti di Prevenzione per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell'indagine. La Regione del Veneto auspica e la massima collaborazione e ringrazia tutti i soggetti selezionati per la partecipazione.

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