Coronavirus, dietrofront degli avvocati: niente astensione dalle udienze

La decisione è stata presa dal Consiglio dell'ordine dei legali trevigiani che, martedì sera, avevano deciso di sospendere dal 4 al 14 marzo le loro attività. Decisione revocata

Un'aula di tribunale

Il Consiglio dell’ordine degli avvocati sta valutando, insieme al presidente del Tribunale di Treviso, di trovare delle soluzioni che tengano in considerazione le molteplici esigenze, prima tra tutte quella di tutela sanitaria, di tutti gli operatori del settore giuridico, ragion per cui, nell'attesa del nuovo provvedimento, la proclamata astensione annunciata martedì 3 marzo dovrà ritenersi sospesa, allo stato e fino a nuova comunicata delibera. Alla luce di ciò, per contribuire al corretto funzionamento degli uffici giudiziari in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19, oltre ai Consiglieri dell’Ordine, stiamo ora redigendo un elenco di Avvocati iscritti al nostro Albo disponibili a sostituire – a titolo di solidarietà - in udienza i colleghi e le colleghe e pertanto chiediamo a chi fosse interessato a rendersi disponibile di inviare una email al seguente indirizzo: info@ordineavvocatitreviso.it. «Il momento è sicuramente difficile - conclude il Consiglio dell'ordine - ma contiamo nella spirito collaborativo di tutti per poter gestire e superare questa emergenza sanitaria».

La decisione iniziale

"Le linee guida emanate dal Presidente del Tribunale di Treviso e dal Coordinatore dei Giudici di pace, per quanto assolutamente condivisibili e condivise, non consentono di garantire la tutela della salute degli utenti privati e degli avvocati". Questo si legge nella circolare dell'Ordine degli avvocati di Treviso che oggi, martedì, ha comunicato l'astensione  da tutte le udienze civili e penali della circoscrizione del Tribunale di Treviso nonché delle udienze avanti la Commissione Tributaria Provinciale di Treviso, fatta salva la trattazione degli affari civili e penali caratterizzata dall'urgenza, da domani 4 marzo e fino al 14 marzo prossimo.

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La nota, formata dal presidente Massimo Sonego e inviata tra gli altri al ministro della Giustizia, alla presidenza della Corte d’Appello di Venezia, alla Procura generale, al presidente del Consiglio Nazionale Forense, al presidente del Tribunale di Treviso, al Procuratore capo e all'Ufficio del Giudice di Pace di Treviso, rimarca come "esistano focolai d’infezione della malattia COVID-19 anche nella circoscrizione del Tribunale di Treviso". Per gli avvocati trevigiani la sicurezza degli operatori e del pubblico non sarebbero garantite "alla luce delle modalità attraverso cui avviene il contagio". La decisione è arrivata a seguito di una riunione straordinaria svoltasi nel pomeriggio di oggi.

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