Coronavirus: il contagio rallenta, 39 in terapia intensiva, 161 i decessi

Covid-19 continua, lentamente, ad allentare la morsa. Due vittime all'ospedale Ca' Foncello, una a Oderzo. Attualmente positivi in provincia di Treviso 1.429 persone con nessun aumento nell'ultimo bollettino, 3.331 in isolamento domiciliare

L'ingresso dell'ospedale Ca' Foncello

Il contagio da Coronavirus in provincia di Treviso continua, seppur lentamente, ad allentare la sua morsa. Nell'ultimo bollettino emesso nel pomeriggio del giorno di Pasqua, da Azienda Zero, i contagiati nella Marca sono attualmente 1.429, con un aumento lievissimo rispetto a sabato (+5 positività al tampone). Diminuisce anche il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva: sono attualmente 39 con 16 ricoveri al Ca' Foncello, 7 a Montebelluna, 6 a Oderzo e Conegliano, 4 a Vittorio Veneto. I pazienti ricoverati in area non critica negli ospedali della provincia sono così suddivisi: 67 a Vittorio Veneto, 66 a Treviso, 44 al San Camillo, 18 a Montebelluna, 8 a Oderzo, 1 a Motta di LIvenza.

Zaia annuncia per domani una nuova ordinanza

«Siamo arrivati a 120 mila tamponi fatti e continuiamo a pieno ritmo, ad oggi sono 18356 le persone in isolamento, 14077 quelle positive, ma questo è un falso indicatore, la crescita deriva dal numero di tamponi che stiamo facendo: e chi non ha casi positivi vuol dire che non fa tamponi (tra l'altro solo l'1,3% dei medici negli ospedali e positivo ciò significa che il sistema di protezione nella sanità funziona). Stanno calando i pazienti ricoverati scesi a 1428, così come quelli in terapia intensiva scesi a 249, mentre i dimessi sono saliti a 1691, e questo è il dato importante: per l'ottavo/nono giorno il numero dei dimessi è superiore a quello dei ricoverati. Ma il dato negativo è quello dei decessi arrivati a 759». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luica Zaia oggi nel corso del punto stampa. «E tutto ciò significa che la tragedia non è finita, che non possiamo abbassare la guardia, il virus è ancora presente - ha ammonito  Zaia- e dovremo modificare radicalmente il nostro modo di vivere».

«Domani firmerò la nuova ordinanza e più che su nuove restrizioni punterà a garantire sempre di più la sicurezza dei cittadini»: ha detto il governatore Zaia. «In questa direzione andrà il rinnovo dell'obbligo di utilizzo di mascherine e guanti su tutti i mezzi di trasporto pubblico, che sono luoghi a rischio per la concentrazione di utenti in spazi chiusi e ristretti -ha spiegato- Molti mi chiedono di riaprire le aziende. Vorrei ricordare che l'apertura delle imprese, così come quella delle scuole non compete alla Regione -ha tenuto quindi a sottolineare Zaia, che ha poi continuato- ripeto comunque che il lockdown di fatto non esiste più da settimane, dato che molte imprese hanno già riaperto e lavorano regolarmente. Come governatori ci eravamo candidati per fare dei test su un gruppo di aziende per sperimentare i test sulla sicurezza, ma la nostra proposta non è stata accolta».

«In questa emergenza, noi in Veneto non abbiamo mai messo un medico nella condizione di dover decidere sul  ricovero di un paziente o un altro: che fosse esso un anziano, un  malato cronico o meno a differenza di quello che sta  succedendo come  sembra in Spagna ed in altri paesi che talvolta vengono considerati  più civili  del nostro -continua Zaia- Noi i respiratori siamo andati a comprarceli anche in Svizzera, perché avevamo l'incubo di far reggere le terapie intensive».

«L'utilizzo dei farmaci sperimentali sta andando bene: funziona il farmaco per l'artrite reumatoide, così come quello antimalarico e funziona il cocktail di farmaci, ed ora abbiamo capito che più che sulla polmonite interstiziale, bisogna colpire soprattutto le trombosi dei polmoni che vengono causate da questo virus, e che vengono curate con farmaci come l'eparina. E funziona anche la somministrazione ai pazienti a domicilio dell'antimalarico nelle prime fasi della malattia -ha riferito Luca Zaia- Siamo in attesa dell'arrivo della fornitura del farmaco Avigan dalla Fuji».

«Non penso che l'ordinanza che firmerò domani -ha aggiunto- preveda la chiusura di librerie e cartoleria come ha deciso la Lombardia. I dati epidemiologici del Veneto sono diversi da quelli della Lombardia».

Alla conferenza stampa del presidente del Veneto Luca Zaia nella sede della protezione Civile di Marghera nel giorno di Pasqua non poteva mancare il classico uovo di Pasqua. E infatti il governatore a fine incontro, davanti ai giornalisti, aiutato dall'assessore alla sanità Manuela Lanzarin, ha rotto un grande uovo offerto dalla pasticceria Marco Polo trovando all'internocome sorpresa 50 euro che andranno ad aggiungersi alle tante donazioni già arrivare sul conto corrente  della Regione Veneto per le spese contro il coronavirus. Mentre sul tavolo al suo fianco faceva bella mostra di sé l'uovo gigante, con l'asta per conquistarlo che è arrivata a ben 12 mila euro.

«Solo l' 1,30 p.c. dei medici ospedalieri è positivo al coronavirus, e solo il 3,6o% dei medici dei reparti di malattie infettive che è il Vietnam del coronavirus. Ciò significa che il sistema sanitario veneto ha funzionato e funziona»: ha spiegato Luca Zaia dopo aver ribadito "l'importanza dell'uso dei dispositivi di protezione dalle mascherine ai guanti", ha anche fatto l'esempio della Azienda ospedaliera di Padova: «Dove prima del coronavirus si usavano 950 nuovi camici al mese e siamo arrivati oggi a 4500 camici al giorno. Per me riaprire le scuole sarebbe un  errore: significa masse di ragazzi che si muovono, e in ambienti confinati come un'aula, quindi pericolosi. Non possiamo permetterci una nuova accelerazione del virus».

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