Coronavirus, Zaia: «Farmaco contro tumore alla prostata può essere chiave di volta»

L'annuncio del presidente della regione durante la conferenza stampa quotidiana nella sede della Protezione civile: «Lo studio sarà pubblicato su una rivista scientifica inglese»

La conferenza stampa di giovedì 16 aprile del presidente della Regione Veneto inizia con una notizia positiva sul fronte della battaglia contro il Coronavirus.

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Un medico dell'università di Padova, il professor Pagano, ha analizzato i dati della pandemia che mostrano una minore incidenza del virus sulle donne. Da questa riflessione ha condotto altri studi approfonditi arrivando a tracciare una mappa che mostra molti pazienti trattati con un farmaco per il tumore alla prostata che non avrebbero avuti problemi dal Coronavirus. Lo studio sarà presto pubblicato in una rivista scientifica inglese, il New England Journal of Medicine. «C'è un enzima che è il veicolo per infettare le cellule, lo stesso enzima è  inibito dai farmaci del tumore alla prostata. Sulla ricerca abbiamo dato disponibilità come Regione e uscirà uno studio che conferma questa intuizione - ha dichiarato Zaia - Se viene confermato dall'applicazione sul campo ci sarà un farmaco che rischia di essere la chiave di volta per scofiggere i virus». Zaia ha poi confermato che in Veneto si sta già predisponendo l'abbassamento del livello di guardia su alcuni ospedali che non hanno attualmente pazienti ricoverati. Se ci dovessero essere, saranno trasferiti ai Covid-center. Infine il presidente ha ribadito che il 4 maggio bisogna essere pronti con i dispositivi per riaprire, ripetendo il fatto che tutti devono abituarsi a usare la mascherina: «I nostri medici al fronte hanno avuto positività per l'1,3 per cento l'uso della mascherina è strategico. La mascherina salva la vita. Dobbiamo portarla tutti».

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