Turismo in crisi, Irone: «Scongiuriamo il collasso con ogni misura disponibile»

Colpito anche l’aeroporto Canova di Treviso. Fioccano le richieste di accesso agli ammortizzatori sociali. I sindacati chiedono un accordo territoriale sullo smart working

«Dopo la raffica di disdette delle prenotazioni nelle strutture della Marca, in questi giorni fioccano le richieste di accesso agli ammortizzatori sociali da parte delle imprese del settore turistico e anche l’aeroporto trevigiano vive il dramma della riduzione di voli». E' questa la fotografia del comporto tracciata da Alberto Irone, segretario generale della Filcams Cgil di Treviso.

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«Solo attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali possiamo mettere a riparo i lavoratori del settore turistico – afferma il vertice della Sigla sindacale della Cgil trevigiana – Ma la preoccupazione va, oltre alle tenuta complessiva del sistema dopo questo contraccolpo proprio nell’anno dell’assegnazione a patrimonio Unesco delle Colline del Prosecco, a scelte unilaterali e arbitrarie da parte delle aziende che guardano direttamente al licenziamento del personale. L’emergenza Coronavirus non può diventare una speculazione per procedere a brutali espulsioni dal mercato del lavoro – afferma risoluto Alberto Irone – ma è una difficile situazione da gestire, lucidamente, a tutti i livelli. È quanto mai urgente, lateralmente all’azione di contenimento sanitario e di cura, agire per il bene delle attività produttive del territorio trovando strumenti appropriati per superare questa che si sta configurando per il suo impatto economico e sociale come una nuova crisi locale e nazionale, con migliaia di ore di Cassa Integrazione, e altresì colmare con ogni misura a disposizione il danno comunicativo di promozione che ha causato. E non possiamo minimamente pensare neppure per un istante – puntualizza Irone – che si vada verso un drastico quanto mai drammatico ridimensionamento dell’aeroporto Canova o addirittura alla chiusura, che va scongiurata con ogni mezzo. Serve, inoltre – aggiunge Irone – un passo in avanti da parte delle nostre imprese sul fronte della flessibilità lavorativa e dell’innovazione. Sull’utilizzo dello smart working, infatti, c’è ancora troppa rigidità e poca consapevolezza. Potrebbe, in questa fase e in futuro, essere uno strumento quanto mai utile per permettere ai lavoratori di gestire le esigenze familiari, penso alla gestione dei figli a casa da scuola, e portare avanti le loro mansioni. Su questo, come sindacato, chiederemo subito l’apertura di un tavolo al fine di siglare con urgenza un accordo territoriale con le parti datoriali».

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