Coronavirus a Valdobbiadene: «I tre mesi più duri della protezione civile»

Il coordinatore Damin: «E' stata un’esperienza che ci ha resi più forti, un’esperienza molto impegnativa con tanti volontari che hanno lavorato in simbiosi e di cui sono orgoglioso»

Un’esperienza bella grande di continua tensione, mai una pausa, mai un attimo di tranquillità, un “nemico invisibile”, il Covid-19, impossibile da prevedere, tanti incarichi, tanti volontari impegnati in un’emergenza che non ha eguali nella storia recente e che li ha anche temprati come mai prima d’ora. È questa la sintesi della miriade di emozioni vissute in oltre tre mesi dalla Protezione Civile della sezione Ana di Valdobbiadene. Tante le attività svolte, tutte molto diverse tra loro, ciascuna con un unico obiettivo: il sacrificio di donne e uomini per proteggere la salute di tutti.

L’intervento più noto è stato la riattivazione in una sola settimana dell’ospedale “Guglielmo Guicciardini” di Valdobbiadene, che ha visto coinvolti centinaia di volontari provenienti dalle quattro sezioni alpine della provincia di Treviso e anche da molte altre associazioni del territorio. Si è inoltre provveduto alla consegna di mascherine regionali e comunali, generi alimentari, kit contenenti dpi e prodotti per la sanificazione delle attività commerciali, la donazione di pasti alle persone in difficoltà avvenuta il Sabato Santo. Non meno importanti la sorveglianza al centro prelievi, ai mercati, agli ecocentri e ai parchi pubblici per far rispettare le normative regionali e nazionali; oltre ai normali compiti di Protezione civile in supporto al territorio contro le avversità atmosferiche avvenute nelle ultime settimane.

Un impegno notevole dei volontari, che hanno prestato il loro servizio per 1.171 giornate totali. Luigi Damin, coordinatore della Protezione Civile della sezione Ana di Valdobbiadene, ha espresso in primis un grande grazie a tutti i volontari dei cinque Comuni della sezione e poi ha voluto ringraziare Bruno Crosato, responsabile della gestione dell’emergenza Covid nel Trevigiano, che il Presidente Mattarella ha nominato Cavaliere al Merito della Repubblica. «Quella che confidiamo di lasciarci alle spalle è stata un'esperienza bella grande, anche se molto diversa dai precedenti interventi, come Vaia o i terremoti recenti - afferma Damin - Qui la nostra sicurezza personale era a rischio ogni giorno, la tensione era costante perché la situazione per tre mesi è stata in continua evoluzione ed era difficile prevedere cosa poter fare». «E’ stata un’esperienza molto impegnativa con tanti volontari che hanno lavorato in simbiosi e di cui sono orgoglioso - continua Damin - sono stati davvero encomiabili, dai più giovani ai più anziani, nessuno si è risparmiato». «Come ogni esperienza anche questa - conclude Damin - ci ha maturato come Nucleo di Protezione Civile e, sicuramente, ci ha reso ancora più efficienti, uniti e determinati di prima visto che in questi mesi era in gioco ogni giorno la nostra sicurezza personale».

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