Covid manager e termoscanner, la Cna: «Per l'artigianato serve un piano specifico»

Alessandro Conte, presidente regionale Cna:«I contenuti del piano non tengono conto delle specificità del settore artigiano dove il 60 per cento delle attività è ancora fermo. Per questo all'inizio della settimana invieremo alla Regione delle proposte integrative»

Un operaio al lavoro

Riapertura delle attività produttive, per la CNA del Veneto il progetto della Regione del Veneto va adeguato alle necessità del mondo artigiano. Secondo il presidente della CNA del Veneto Alessandro Conte il modello presentato venerdì non si adatterebbe pienamente alle esigenze delle micro e piccole imprese che sono la maggioranza del tessuto produttivo veneto: «Non possiamo che essere soddisfatti del fatto che la Regione dimostri di avere a cuore la ripartenza del mondo produttivo. I contenuti del piano però, benché in parte condivisibili, non tengono conto delle specificità del settore artigiano dove il 60 per cento delle attività è ancora fermo. Per questo all'inizio della settimana invieremo alla Regione delle proposte integrative».

Tra i nodi la CNA indica in primis la figura del manager: «Nelle piccole realtà dove esiste magari un solo proprietario sostenere gli oneri di una figura dedicata diventa quasi impossibile -chiarisce il segretario Matteo Ribon- Nel caso delle piccole attività artigianali, in base agli accordi sindacali, vige già una gestione bilaterale della sicurezza: esistono infatti dei responsabili territoriali e commissioni paritetiche bilaterali. Una procedura che deve essere mantenuta anche in questo caso in una relazione collaborativa con le autorità deputate al controllo».

Un altro esempio quello dei termoscanner: «Un conto è dotarsi di apparecchi elettronici mobili, si tratta di un investimento di poche decine di euro, un contro – dice sempre il segretario - è acquistare un apparecchio fisso i grado di rilevare quotidianamente la temperatura di chiunque entra ed esce (fornitori, clienti) per i quali sono necessari migliaia di euro».

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«Crediamo -chiude- che per affrontare davvero il tema della riapertura per le attività più piccole, parrucchieri, estetiste, ma anche piccole imprese meccaniche, cantieri edili, vadano coinvolti quindi gli enti bilaterali dell'artigianato per collaborare in modo più sinergico. Già oggi stanno realizzando dei vademecum ad hoc per i vari settori. Accanto alla necessaria azione di sicurezza servono supporti economici regionali per le aziende».

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