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L'annuncio di Zaia: «Domenica proroghiamo l'ordinanza. Il 4 maggio apertura importante»

In arrivo dalla Regione Veneto una nuova ordinanza "chiarificatrice": «Portate la mascherina e portatela bene, altrimenti si richiude tutto di nuovo»

Il Veneto si prepara alla riapertura parziale fissata del Governo per il 4 maggio e già anticipata da Luca Zaia con un'ordinanza che ha permesso il take away e lo spostamento per passeggiate all'interno del comune di residenza.  «Ci prepariamo a un 4 di maggio con una apertura importante e per questo domani presenteremo la proroga della nostra ordinanza in linea con il Dcpm. Ma è fondamentale dire ai veneti di non abbassare la guardia. Il futuro adesso passa in mano al popolo. Faremo aggiustamenti per fare più chiarezza ma la preghiera che faccio a veneti è: portate la mascherina ma nel modo corretto, niente naso scoperto e niente abbassata così da evitare di infettarsi da chi non la porta correttamente e magari è positivo. Con l'aerosol, anche all'aperto, è difatti molto facile potersi contagiare e quindi non fate nemmeno entrare negli esercizi chi non ha la mascherina», ha spiegato il presidente della Regione durante il quotidiano punto stampa. 

«Se  il comitato tecnico scientifico vuole tentare un'apertura, noi ci siamo: la nostra rete sanitaria in Veneto è pronta ad affrontare tutto -  ha poi aggiunto il Governatore, chiarendo ancora la questione dei take away - Il cibo d'asporto si consuma a casa. Se si consuma su una panchina si può essere multati: l'ordinanza è stata scritta così e quella era la soluzione unica per aprire. In ogni caso, noi siamo pronti ad aprire secondo le regole, confido nei Veneti e il 18 maggio è un momento di tagliando: se radoppiassero le terapie intensive dobvremmo chiudere tutto di nuovo. Un ottimo dato è in ogni caso il calo dei ricoverati degli ultimi giorni». Il governatore ha poi fatto sapere, rispetto alle donazioni, di aver ricevuto in tutti questi giorni circa 37mila versamenti per un totale di circa 57 milioni di euro: «Ringrazio davvero tutti i donatori, oggi poi abbiamo avuto da Luciano Benetton 100 mila camici in dono, le famose tute che non si trovano, con una donazione da un milione di euro».

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