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Addio a Corrado Possamai: «Ha fatto la storia del rugby trevigiano»

Pilone del Rugby Metalcrom Treviso, ha collezionato tre presenze in Nazionale. Lascia moglie e due figli. Aveva 77 anni. Minuto di silenzio per ricordarlo sui campi di tutta Italia

Corrado Possamai (Credits: "Quei de Viorba" via Facebook)

L'Italia del rugby piange la scomparsa di Corrado Possamai, "l'Azzurro numero 248" come lo ha voluto ricordare in una nota ufficiale la Federazione Italiana Rugby. Non un semplice sportivo ma un rugbista che resterà nella storia dello sport di Marca.

Nato a Treviso il 21 maggio del 1943, Possamai è mancato all'affetto dei suoi cari mercoledì 13 gennaio all’età di 77 anni. Era malato da tempo. Nelle ultime settimane le sue condizioni di salute sono peggiorate drasticamente, portandolo al decesso. Pilone dalle indiscutibili qualità tecniche, è stato uno dei giocatori simbolo del Rugby Metalcrom Treviso tra gli anni '60 e '70. In carriera ha vestito le maglie di Rovigo, Udine e Villorba. Tre le presenze in maglia azzurra nel 1970. L'esordio con la Nazionale Italiana Rugby il 26 aprile 1970, a Praga, nel match vinto 11-3 contro la Cecoslovacchia.

Gian Domenico Mazzocato, scrittore, giornalista ed ex compagno di squadra di Possamai, lo ricorda con queste parole ai nostri microfoni: «Con Corrado eravamo amici da una vita. Ad unirci è stato proprio il rugby. Lui era un giocatore straordinario e ho avuto la fortuna di giocare insieme a lui proprio nei primi Anni 70, quand'era al meglio della sua condizione sportiva. Il suo rapporto complicato con gli arbitri è ormai leggendario. Ricordo ancora una nostra trasferta in maglia Metalcrom contro il Petrarca allo stadio Tre Pini di Padova. Dopo appena tre minuti Corrado si è fatto espellere per uno scontro con il giudice di gara, originario di Trieste. Anche negli ultimi anni, quando andavamo a vedere insieme le partite del Benetton Rugby a Monigo, non risparmiava le critiche. Lo voglio ricordare però come una persona davvero straordinaria che sono onorato di aver incontrato. Terminata la carriera sportiva, siamo rimasti amici anche fuori dal campo - prosegue Mazzocato - Corrado ha gestito per alcuni anni un ristorante in Via Santa Bona Nuova ed è riuscito perfino a vendermi una macchina quando è andato a lavorare per il concessionario Opel di Treviso. Il ricordo più bello della nostra amicizia rimarrà la trasferta ad Annecy, in Francia, nei primi Anni '70. Dopo la partita siamo andati al casinò dove non ci hanno fatti entrare ma abbiamo giocato in ingresso a boule, la roulette dei poveri. Io avevo puntato qualche soldo ed era uscito proprio il mio numero. Quando ho alzato gli occhi su Corrado lui ha ammesso di aver spostato su un altro numero la mia puntata. Quante volte abbiamo scherzato su quell'episodio. Adesso che non c'è più, sento un vuoto immenso». Corrado Possamai lascia moglie Luigina e i due figli, Vanessa e Nicola. Questo fine settimana, in tutta Italia, verrà osservato un minuto di silenzio per ricordarlo sui campi delle squadre del Peroni Top 10.

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