Rom e sinti in corteo: «Non levate i plateatici, siamo gente di pace»

L'associazione Nazione Rom ha voluto tranquillizzare i negozianti trevigiani a cui era stato chiesto di togliere i plateatici durante il passaggio del corteo, sabato mattina

In foto: Marcello Zuinisi

Sabato 23 marzo 2019, Rom Sinti, Caminanti ed i Partigiani dell'Anpi scenderanno in piazza a Treviso, marciando uniti e solidali per liberare Veneto ed Italia da razzismo, fascismo e nazismo. 

In vista del corteo di sabato il Comitato per l'ordine e la sicurezza della Provincia di Treviso ha deciso di far levare i plateatici ai gestori degli esercizi commerciali. Marcello Zuinisi legale rappresentante dell'associazione Nazione Rom, ha contattato il Prefetto Maria Rosaria Laganà, Questore Maurizio Dalle Mura e Comandante della Polizia Municipale Andrea Gallo rivolgendo loro un accorato appello: «non levate i plateatici. Vogliamo Treviso città aperta, siamo genti di pace». Il corteo, al quale parteciperanno circa 200 persone, è stato convocato alle ore 10.30 davanti alla stazione dei treni in Piazzale Duca D'Aosta: percorrerà Via Roma, Ponte di San Martino, Corso del Popolo, Via XX Settembre, Piazza Indipendenza, Via San Vito, Via del Municipio e si concluderà alle ore 13.00, in Piazza San Vito, vicino al Comune di Treviso.

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«Vogliamo dialogare con i commercianti e tutti i cittadini spiegando le ragioni della protesta, illustrare i motivi che ci hanno portato a denunciare alla Magistratura il sindaco Mario Conte, l'Onorevole Giorgia Meloni ed il portavoce locale di Fratelli d'Italia per diffamazione aggravata da finalità di discriminazione e/o di odio etnico e razziale. L'Italia non ha fatto ancora i conti in profondità con la propria storia: è giunto il momento di farlo, ne va di vita e futuro per tutti, non solo di Nazione Rom. Conosciamo Matteo Salvini - concludono - alle sue ruspe noi contrapponiamo umanità. A Firenze, mentre chiedeva di sgomberarci abbiamo regalato una rosa rossa ed un invito a pranzo nella nostra casa». La polemica in città continua.

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