Attualità

Covid, vaccini e badanti “anziane”: si prospetta un'estate difficile per le famiglie

Andrea Citron, presidente di Acli Service Treviso: «Ad essere maggiormente in difficoltà sono le famiglie che si trovano in mezzo a due fuochi: da un lato la tutela della salute del proprio caro, dall’altro il rischio di perdere il proprio dipendente»

Badanti sempre più “anziane” e prossime alla pensione e scarso ricambio sul territorio, anche solo per le sostituzioni durante le ferie estive. Nella Marca si percepisce dunque il bisogno urgente di affrontare in modo serio il tema della loro formazione professionale e regolarizzazione dopo il flop della sanatoria dello scorso anno, già frenata da ostacoli burocratici e permessi di soggiorno concessi con il contagocce. «Quello delle badanti è un settore che presenta diverse complicazioni, soprattutto in tempi di Covid e nel periodo estivo» spiega Andrea Citron, presidente di Acli Service Treviso che si occupa anche di gestione di contratti di lavoro domestico, oltre 1.300 nel solo 2020. Innanzitutto, anche per questa categoria la vaccinazione contro il Covid non è obbligatoria e non è nemmeno riconosciuta la professione in ambito sociosanitario.

«Nel caso in cui queste lavoratrici non si sottoponessero al vaccino e il datore di lavoro le giudicasse non più idonee alla propria situazione familiare il rapporto di lavoro potrebbe essere interrotto – continua Citron – Infatti, il blocco dei licenziamenti non si applica ai lavoratori domestici, tanto che il datore può chiudere il contratto senza esplicitare la motivazione». Ancora una volta, quindi, ad essere maggiormente in difficoltà sono le famiglie che si trovano in mezzo a due fuochi: da un lato la tutela della salute del proprio caro, dall’altro il rischio di perdere il proprio dipendente. «Forse non tutti sanno che per le assistenti familiari colpite dal virus un importante sostegno arriva dalla Cassa Colf che riconosce loro una indennità giornaliera di 40 euro a notte in caso di ricovero, per un massimo di 50 giorni, e altri 40 euro al giorno in caso di isolamento domiciliare per un massimo di 14 comprovati da certificazione sanitaria». Anche per questo motivo, essere in regola con il contratto di lavoro è fondamentale, oltre che vantaggioso.

C’è poi il problema delle ferie e delle sostituzioni nel periodo estivo: «Molte assistenti famigliari hanno accumulato molti giorni di ferie perché nel 2020, a causa della pandemia, hanno rimandato la fruizione e non sono rientrate nel loro Paese - chiosa Citron - Già ora, ai primi di giugno, rileviamo dai nostri uffici la difficoltà a trovare le sostituzioni estive perché non c’è più il ricambio delle lavoratrici domestiche». In passato, infatti, era solitamente la “badante titolare” a programmare le vacanze estive e a chiamare in Italia la sostituta, ma oggi queste persone non sono più disponibili a lasciare il loro Paese per lavorare nell’ambito del lavoro di cura in Italia, anche a causa del Covid.

«Le famiglie sono disorientate e di norma ci mettono dai 3 ai 4 cambi per trovare la lavoratrice “giusta” per la propria situazione di cura familiare - conclude Citron - Le assistenti, invece, si dividono tra chi è poco consapevole di quanto previsto dal Contratto Nazionale e chi non vuole un lavoro regolarizzato per non dover rinunciare alla fruizione di bonus di sostegno al reddito. Inoltre, la mancanza di agevolazioni fiscali e incentivi da parte dello Stato crea ulteriori difficoltà alle famiglie. E’ perciò necessario affrontare di petto la questione delle badanti, spesso non in grado di assistere gli anziani adeguatamente, e alle quali lo Stato oggi non riconosce il ruolo di cura. Vanno formate e regolarizzate».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Covid, vaccini e badanti “anziane”: si prospetta un'estate difficile per le famiglie

TrevisoToday è in caricamento