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Covid e crediti alle imprese: il Prefetto a confronto con le banche del territorio

Presenti anche i rappresentanti delle associazioni di categoria e dell’Ordine dei Commercialisti. Riscontrati rallentamenti per i finanziamenti oltre i 30 mila euro

Nella giornata di mercoledì, presieduta dal Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, si è tenuta una videoconferenza (organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Treviso - Belluno) sulle problematiche dell’erogazione del credito alle imprese e del rapporto con le banche. Un momento di interesse al quale hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di categoria e dell’Ordine dei Commercialisti della provincia, oltre ad una folta rappresentanza degli istituti bancari della zona e della Banca d’Italia di Venezia.

L'obiettivo era quello di fare il punto sullo stato dell’applicazione delle misure creditizie avviate dal Governo a favore delle imprese e verificare se le difficoltà iniziali nelle erogazioni, da parte degli istituti bancari, siano state superate. Il tutto in un contesto in cui per la Prefettura è necessario scongiurare il pericolo di infiltrazioni da parte della malavita organizzata. I rappresentanti delle associazioni di categoria e dell’Ordine dei Commercialisti hanno quindi generalmente riconosciuto che l’erogazione dei crediti garantiti dallo Stato fino a 30 mila euro avviene adesso in tempi decisamente più ridotti rispetto alla fase iniziale. Per i crediti di importo superiore, invece, sussistono ancora delle diversità  tra istituiti, sia per i tassi che per la tempistica. In ogni caso, da più parti sono state esternate preoccupazioni per le disposizioni in materia di default delle aziende per insolvenze, come previste dal Regolamento Comunitario che entrerà in vigore a breve e che va nel senso contrario alla flessibilità ed alla possibilità di accedere alla compensazione con i crediti nei confronti dello Stato richiesti dalle imprese, soprattutto nella situazione emergenziale attuale.

In senso positivo sono stati poi evidenziati gli apporti della Regione Veneto e di alcuni Comuni che hanno finanziato l’accollo degli interessi dei prestiti. Le banche, che pure hanno assicurato a maggio un'erogazione di crediti nella misura del 300% rispetto a quelli erogati a gennaio, hanno però anche fatto presente le difficoltà alle quali si trovano esposte in relazione alla previsione del reato di anomala erogazione del credito, dal quale non sono mai stati esonerati (per di più nella situazione dell'estremo carico di lavoro degli ultimi mesi). Successivamente, è stato evidenziato che non sempre l’erogazione del credito costituisce la soluzione del problema in cui si dibatte l’azienda e per questo occorre che le imprese si dotino di una strategia di sviluppo che tenga in considerazione un rinnovato impegno nel campo dell’innovazione e nella tecnologia.

In conclusione, dopo aver preannunciato un nuovo incontro per la metà di settembre, il Prefetto di Treviso ha assicurato che si farà portavoce presso il Governo delle istanze rappresentate e ha richiesto ai partecipanti di segnalare ogni minimo sospetto di possibile infiltrazione criminale nell’accesso al credito.

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