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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Covid, Flor: «Questo è il tempo della responsabilità, non delle critiche»

Il direttore generale della sanità veneta replica alle accuse dei Dipartimenti di Prevenzione e pungola i medici di base: «Vogliono scioperare ma contribuiscono solo per il 3% all'esecuzione dei tamponi»

«Non accetto che li grande lavoro che viene quotidianamente fatto venga denigrato o messo in discussione». Non ci sta Luciano Flor, direttore generale della sanità veneta, che difende a spada tratta i dipartimenti di prevenzione delle varie Ulss provinciali e i relativi Sisp - Servizio igiene e sanità pubblica, finiti ultimamente nel mirino per la gestione dei tracciamenti Covid.

Difesa

Venerdì 28 gennaio da Padova Flor usa un tono pacato ma deciso: «Le accuse di disorganizzazione che vengono mosse nei confronti dei Dipartimenti di Prevenzione le respingo al mittente perché nessuno è in grado di immaginare lo sforzo che in questo momento il sistema e i dipartimenti stanno sopportando per gestire migliaia di persone positive a domicilio: nel dicembre 2020 avevamo 100mila persone positive da gestire, oggi ne abbiamo 270mila. Inoltre non abbiamo mai avuto una campagna vaccinale e di tamponi simile, nonché classi con casi da gestire, quindi dire che non funziona il sistema dell'igiene pubblica mi pare non tanto gratuito ma sbagliato, perché oggi è la dimensione dei casi di positività e dei casi da gestire il vero problema, non l'inadeguatezza dell'igiene pubblica che invece sta dimostrando forza e precisione in quello che fa, e credo che debba essere considerato come un vero punto di riferimento per i cittadini e non generare incertezze che oggi non hanno motivo di esistere. Noi sappiamo perfettamente quello che dobbiamo fare, cerchiamo di individuare le priorità. Abbiamo arruolato un grandissimo numero di persone per rinforzare tutto il sistema, non solo una parte. Credo che questo sia il tempo della responsabilità e della collaborazione, non quello in cui si guarda il capello nell'occhio della controparte».

Accusa

Luciano Flor, quindi, "pungola" i medici di base partendo dalla minaccia delle sigle sindacali Snami e Smi, che hanno annunciato a partire dal 16 febbraio uno sciopero informatico a oltranza di tre giorni a settimana, minacciando ad esempio di non inserire online le ricette dematerializzate: «Onestamente l'ho saputo leggendolo i giornali perché non abbiamo ancora ricevuto formale comunicazione di un'indizione dello sciopero, le cui motivazioni dovranno essere valutate». Il direttore generale della sanità veneta lancia quindi la frecciata: «Grazie al contributo di tutti riusciamo a fare ogni giorno decine di migliaia di tamponi, ma il contributo in merito dei medici di base e dei pediatri di libera scelta è del 3% perché non tutti li eseguono nei loro studi, come si può capire dal dato relativo a ieri: su 2.870 medici di medicina generale operativi in Veneto sono 256 quelli che ieri hanno effettuato dei test i loro pazienti, e il massimo è stato di dieci a teste. Dovremmo dunque metterci tutti a lavorare e non a parlare male degli altri, ognuno deve fare la propria parte».

Dati

Il direttore generale Flor conclude quindi fornendo qualche dato prima sulla pandemia («Al momento abbiamo almeno 2mila positivi tra il personale medico-sanitario e 12.085 classi scolastiche interessate da sorveglianza, autosorveglianza o quarantena») per poi virare sulle assunzioni: «In questi due anni segnati dal Covid abbiamo assunto a vario titolo 7.218 persone, di cui 2.743 a tempo indeterminato: stiamo parlando, se guardiamo al dato totale, di 2.235 medici, quasi 2.800 infermieri e 880 operatori socio-sanitari oltre a tecnici di laboratorio e di radiologia e altre figure professionali. E pensare che ho sentito parlare di Regione che si è fatta trovare impreparata».

Fonte Padovaoggi

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