Covid, due fratelli sacerdoti morti nell'arco di pochi giorni

Padre Pietro Sessolo era ricoverato nell’ospedale di Arco (Trento): le sue condizioni si erano aggravate il 14 dicembre, durante il funerale del fratello Giovanni, in passato priore nell’Abbazia di Follina

Padre Pietro Sessolo e Padre Giovanni Sessolo

Si svolgeranno mercoledì 23 dicembre  a Codognè, alle ore 10.30, nella chiesa arcipretale Sant’Andrea, i funerali di padre Pietro Sessolo, Missionario dei Verbiti, scomparso solo undici giorni dopo il fratello padre Giovanni, 94 anni, frate dei Servi di Maria, già priore nell’Abbazia di Follina dal 1982 al 1988 e negli ultimi anni in servizio al Santuario di Monte Berico.

Proprio all’inizio del funerale di padre Giovanni, svoltosi il 14 dicembre scorso, era giunta la notizia dell’improvviso aggravarsi delle condizioni di salute di padre Pietro, ricoverato nell’ospedale di Arco (Trento) dopo aver contratto l’infezione da coronavirus. Nei giorni successivi, la forte fibra di padre Pietro sembrava poter resistere allo sviluppo della malattia, ed egli era riuscito anche a parlare al telefono con i familiari. Ma non c’è stato nulla da fare: alla fine il virus ha prevalso, e padre Pietro è spirato alle prime ore di sabato 19 dicembre. Purtroppo il coronavirus ha accomunato i giorni finali della vita dei due fratelli sacerdoti, perché anche padre Giovanni ha concluso la sua esistenza terrena nell’ospedale di Valdagno (Vicenza) per la stessa causa. Dolore per tutti i familiari e nella Casa dei Missionari Verbiti di Varone, dove il 12 settembre scorso padre Pietro aveva festeggiato con grande gioia il suo 91esimo compleanno e il 65esimo anniversario di ordinazione sacerdotale.

Classe 1929, era nato a Visnà di Vazzola in una famiglia di grandi tradizioni cristiane e poi aveva sempre fatto riferimento a Codognè, dove il nucleo Sessolo si era nel frattempo trasferito. Nel tempo della guerra, nel 1940, entra a Varone e prosegue gli studi a Roma e a St. Gabriel. Ordinato nel 1955, riceve come prima missione un servizio come formatore e insegnante in Spagna. Seguono quattro anni di animatore missionario in Italia, e dal 1964 al 1976 presta servizio alla Nunziatura apostolica in Germania, pur rimanendo membro della comunità verbita di St. Augustin e occupandosi anche dei connazionali residenti nei dintorni di Bonn (Germania).

Trasferitosi a Roma, completa l’aggiornamento teologico avviato in Germania, quindi è attivo per anni presso l’organizzazione internazionale “Aiuto alla Chiesa che soffre”. Successivamente assume l’incarico di segretario generale dell’Università Pontificia dell’Urbaniana e poi, per sei anni, di Rettore nel Collegio Romano dei Missionari Verbiti. Nel 1993 viene trasferito a Varone (Tn), dove inizia il periodo di servizio pastorale come parroco e collaboratore in varie comunità della diocesi di Trento.

«Il suo servizio è stato assiduo e molto apprezzato ovunque -afferma padre Gianfranco Maronese, Rettore della Casa dei Verbiti di Varone- Sono stati anni di vicinanza ai fedeli e di costante attività di presenza a favore delle varie parrocchie, che lo ricordano ancor oggi con grande stima e riconoscenza».

Dal 2015 Padre Pietro condivideva la vita religiosa nella comunità di Varone, dove sarà sempre viva la sua immagine di uomo e consacrato “di studio, di ricerca, di servizio pastorale e di grande umanità, come un fedele confratello e missionario”. Molto legato anche ai fratelli defunti Angelo, Anna e padre Giovanni, padre Pietro Sessolo lascia nel dolore la sorella suor Maurina, delle Figlie di San Giuseppe del beato Caburlotto, i  fratelli Giacinto, già sindaco di Codognè, e Daniele con le loro famiglie, e gli affezionati nipoti Sessolo e Dal Ben.

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