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Villa Fiorita a Monastier

Villa Fiorita a Monastier

Covid hotel a Villa Fiorita: «L'azienda investa nella formazione»

I lavoratori della struttura di Monastier: «Siamo pronti a metterci a disposizione della comunità e dei pazienti positivi, ma con l’adeguata preparazione»

Park Hotel Villa Fiorita, i lavoratori fanno sentire la propria voce: dopo aver appreso dalla stampa la possibilità che il Park Hotel Villa Fiorita di Monastier diventi Covid Hotel, le maestranze della struttura, contrariamente a quanto emerso da alcune dichiarazioni apparse sui media, dichiarano tramite le Rsa interne che sono pronti a lavorare anche nella nuova modalità. Il tutto, però, a fronte di un'adeguata formazione. Le istanze vengono riportate in una sorta di lettera aperta che i lavoratori hanno indirizzato alla struttura.

«Per i lavoratori di Villa Fiorita, attualmente in fondo di integrazione salariale dall’inizio della pandemia, la notizia della candidatura dell’albergo a convertirsi temporaneamente in hotel Covid, rappresenta la duplice opportunità di riprendere in parte l’attività lavorativa e di mettersi al servizio della comunità in un momento così critico e delicato per gli ospedali della Marca, messi fortemente sotto pressione da questa nuova ondata di contagi – si legge nella lettera – I dipendenti dell’hotel, oltre 40, fra camerieri di sala, personale di cucina, addetti alla reception, addetti al booking, facchini, etc., hanno appreso la notizia a mezzo stampa dove sono stati a loro insaputa indebitamente dipinti come del personale non disponibile a prestare servizio in questa nuova condizione. Noi vogliamo invece essere al servizio della comunità e offrire la nostra professionalità. Quello che chiediamo sono l’adeguata formazione e la sicurezza, e di essere coinvolti in prima persona - continuano le Rsa - Non possiamo essere esclusi in questa fase dalla discussione sul futuro della struttura. Non ci è stato chiesto nulla, salvo poi trovarci sui giornali con dichiarazioni che non ci appartengono. Viviamo anche noi con ansia e allo stesso tempo con la speranza di riprendere l’attività. Siamo a disposizione, come sempre. Abbiamo ricevuto una lettera di rassicurazioni dall’azienda all’inizio della pandemia. A oggi però purtroppo non sappiamo quali siano le prospettive di ripresa. È una struttura con grandi potenzialità sia per l’ospitalità sia per la ristorazione, che desideriamo vengano sfruttate al meglio».

«Le organizzazioni sindacali, già dallo scorso autunno, ancor prima della pandemia, chiedevano all’azienda garanzie di continuità occupazionale e progetti di rilancio della struttura - aggiungono Nicole Chirici della Filcams Cgil e Patrizia Manca della Fisascat Cisl - Le parti sociali vanno coinvolte in tutto il processo di potenziale temporaneo utilizzo della struttura per l’ospitalità covid, mettendo al centro salute, sicurezza e lavoro. Non si può pensare di tagliare fuori i lavoratori che sono parte integrante e fondamentale dell’attività. Vanno però condivise le strategie in prospettiva. Dobbiamo valorizzare le professionalità e costruire percorsi di aggiornamento e formazione continua, evitando in questa fase di stallo di disperdere l’esperienza professionale di personale già molto qualificato».

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