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Luca Zaia (Foto d'archivio)

Luca Zaia (Foto d'archivio)

Covid, Zaia: «Picco dei contagi a metà novembre, no a nuovi lockdown»

Lunedì 2 novembre il nuovo punto stampa del Governatore. «Ad oggi non abbiamo ricevuto misure chiare dal Governo». Quasi 7mila contagi nella Marca, la provincia più colpita del Veneto

«Se questa nuova ondata di Covid durasse una novantina di giorni, come successo a marzo, vuol dire che il picco dei contagi dovrebbe arrivare a metà novembre. Speriamo sia così. Ad oggi sono 981 ricoveri negli ospedali del Veneto, 141 pazienti in terapia intensiva (+5 rispetto a ieri). Nelle ultime persone 9 persone hanno perso la vita».

Luca Zaia inizia con queste parole il punto stampa di lunedì 2 novembre dalla sede della Protezione civile di Marghera. «In Veneto, ad oggi, non ci sono i presupposti per un nuovo lockdown. Sono convinto che il Governo debba prendere misure nazionali su assembramenti e altre attività, come le scuole. A livello regionale siamo pronti a fare nuove restrizioni ma non sul fronte delle attività produttive. Tanti cittadini hanno rispettato le regole ma c'è ancora chi se ne frega e ci ha fatto arrivare a questa nuova situazione. Ad oggi i ricoveri in ospedale sono la metà rispetto a quelli che avevamo a marzo ma la situazione non va sottovalutata - prosegue Zaia - Parlare di zone rosse in Veneto è difficile, i contagi sono diffusi un po' ovunque. Con il Governo non abbiamo deciso nulla, c'è stato solo un confronto, non penso saranno istituite per ora.

La scuola - prosegue Zaia - è di competenza del Governo. Se il nuovo Dpcm costringerà anche gli studenti di asili, elementari e medie alla didattica a distanza, abbiamo chiesto che venga concesso un congedo parentale dal lavoro al 100% per i genitori o che vengano comunque stanziati nuovi fondi per assumere una baby-sitter che controlli i loro figli mentre sono al lavoro. I tamponi ai medici di base arriveranno nei magazzini tra stasera e domani, inviati dal commissario Arcuri. Presumo quindi che entro questa settimana i tamponi saranno disponibili nei vari ambulatori. E' un servizio fondamentale e ringrazio ancora una volta i medici di base per questo servizio. Non vorrei passasse per un'azione coercitiva. Al momento comunque - conclude il Governatore - non abbiamo ricevuto misure certe da parte del Governo».

Il bollettino di Azienda Zero

Con 201 nuovi positivi nel bollettino di lunedì mattina e altri 137 casi nel report di lunedì pomeriggio, la provincia di Treviso si avvicina sempre di più a quota 7mila contagi (sono 6.961 per l'esattezza) ed è la zona con la situazione più preoccupante in tutto il Veneto. Nell'ultimo bollettino di Azienda Zero si registra anche un nuovo decesso in provincia. Si tratta di un 90enne con pluripatologie pregresse che era stato ricoverato in ospedale a Vittorio Veneto (salgono dunque a 380 i morti nella Marca dall'inizio dell'emergenza). Un nuovo ingresso in terapia intensiva a Conegliano mentre restano 10 i ricoverati a Treviso. In area non critica sono 50 i ricoverati a Vittorio Veneto, 50 al Ca' Foncello di Treviso, 43 a Montebelluna e 9 al San Camillo di Treviso. In quarantena ci sono attualmente 2.287 persone in tutta la provincia.

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