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Martedì, 7 Febbraio 2023
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Covid, circolare del Governo: «Possibili mascherine al chiuso e nuovi limiti»

Il ministero della Salute ha indicato in una circolare alle regioni l'adozione temporanea di nuove misure (lavoro da casa o limitazione delle dimensioni degli eventi) in caso di aumento di ricoveri e contagi. La replica del presidente Zaia: «Nessun allarmismo, per ora restano obbligatori solo i tamponi per chi parte dalla Cina»

Uso delle mascherine al chiuso, smart working e riduzione delle aggregazioni di massa, ventilazione degli ambienti chiusi e intensificazione delle quarte dosi di vaccino anti-Covid e di un'ulteriore dose per alcune categorie a rischio. Sono alcune delle azioni indicate dal Ministero della Salute, in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, nella circolare 'Interventi in atto per la gestione della circolazione del SarsCoV2 nella stagione invernale 2022-23'. Il documento fornisce spunti per "predisporre a livello regionale un rapido adattamento di azioni e servizi nel caso di aumentata richiesta assistenziale".

Contagi dalla Cina

In Italia gli effetti dello scossone partito dalla Cina sarenno visibili non prima di una decina di giorni e per il momento non ci sono segnali preoccupanti dai reparti ospedalieri mentre il cosidetto tracciamento è ormai saltato da mesi. I sequenziamenti dei virus campionati negli scali di Fiumicino e Malpensa non hanno messo in luce varianti diverse dalla variante Omicron di Sars-Cov-2 orami endemica in Italia. Il principale timore degli ultimi giorni nasce dalla possibilità che l'alta circolazione virale in Cina possa portare alla nascita di nuove varianti. Ad oggi la sotto-variante di Omicron Gryphon (XBB) non presenterebbe alcuna comprovata maggiore aggressività sebbene sia stata accusata di aver causato negli Usa un’impennata di ricoveri: conterrebbe una mutazione che le permetterebbe di sfuggire alle difese del sistema immunitario con maggiore facilità e sarebbe anche più trasmissibile. In Italia è già stata rintracciata ma come detto, per ora non c'è alcun particolare allarme.

Mascherine al chiuso

L'utilizzo di mascherine, si legge nella circolare, "è efficace nel ridurre la trasmissione dei virus respiratori e nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sul funzionamento dei servizi assistenziali, potrebbe essere indicato il loro utilizzo in spazi chiusi, finalizzato in particolare a proteggere le persone ad alto rischio di malattia grave". Analogamente, "nel caso di un eventuale sensibile peggioramento del quadro epidemiologico, si potrà valutare l'adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti". Al momento in Italia l'uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie è obbligatorio per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie e Rsa. La circolare invita anche a garantire "un'adeguata ventilazione negli ambienti chiusi, una misura fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione del SarsCoV2 e di altri virus respiratori". Dal ministero l'appello alle regioni affinché verifichino e rafforzino lo stato di preparazione dei posti letto in ricovero e terapia intensiva "al fine di fronteggiare un eventuale aumento della domanda di assistenza per i casi di SarsCoV2". La circolare raccomanda la verifica dell'approvvigionamento di dispositivi, farmaci, vaccini e la disponibilità di personale sanitario formato che "possa supportare reparti e servizi territoriali nel caso di un aumento dei casi tale da superare l'attuale capacità dei sistemi assistenziali".

Il commento di Zaia

Venerdì 30 dicembre il presidente della Regione Veneto è tornato sul tema Covid a margine del punto stampa tenuto a Palazzo Balbi. «Nuovi casi ce ne saranno nei prossimi giorni - ha esordito il Governatore -, anche mille al giorno probabilmente. Oggi l'invito che rivolgo ai cittadini è restare tranquilli. Dopo due anni di lockdown la Cina è tornata a contagiarsi in massa non appena hanno provato ad allentare le restrizioni. Gli effetti del Covid non sono però più quelli del 2020, per fortuna, ma quelli di un virus che attacca le vie aeree superiori con sintomi simil-influenzali. In Veneto ad oggi ci sono solo sottovarianti Omicron, tutte sotto controllo. Non c’è nessuna situazione emergenziale in atto - ha proseguito il Governatore - siamo ben organizzati con punti tampone negli aeroporti e i Covid hotel dove ospitare chi dovesse fare una quarantena. Un’organizzazione in Veneto ben rodata e un Piano di Sanità pubblica efficace e più volte aggiornato rispetto all’evoluzione della situazione. Restano obbligatori i tamponi per chi parte dalla Cina verso l'Italia (anche per i voli con scalo). Spero invece - conclude - che nelle case di riposo venga tolto l'obbligo di Green Pass per le visite parentali. La nostra idea è quella di riuscire a convivere con il virus anche nei mesi a venire».

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