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Attualità Sant'Antonino / Piazzale dell'Ospedale

Covid, i sindacati: «Ospedali impreparati alla quarta ondata»

La denuncia della Fp Cgil trevigiana: «Reparti ridotti e prestazioni sanitarie annullate». L'Ulss 2 replica infuriata: «Falsità e accuse vergognose, l'Urologia non è stata chiusa e le ferie sono garantite»

«Alla quarta ondata epidemiologica manca ancora un funzionale piano pandemico della sanità, in particolare per le strutture ospedaliere della provincia di Treviso: la situazione è critica, nuovamente il personale sanitario deve affrontare un’emergenza e si trova ancora nel caos e sottoposto a iper lavoro». A dirlo è la segreteria generale della Fp Cgil trevigiana, Marta Casarin.

«Registriamo dai lavoratori situazioni difficilissime - spiega la segretaria generale Fp Cgil di Treviso - che impattano fortemente sulle loro vite professionali e familiari, nonché sulla gestione delle prestazioni. Il personale, infatti, si vede ancora una volta costretto a rinunciare alle ferie, è soggetto a repentini cambi di reparto per far fronte alle urgenze, i turni di lavoro si dilatano e gli straordinari non si contano già più. Se è lontana la riorganizzazione sanitaria tanto annunciata - aggiunge Marta Casarin -, sul versante delle assunzioni quelle portate a compimento non sono minimamente sufficienti a coprire il tour over. Una falla che si è aggravata anche a causa delle cessazioni inattese dovute a pre pensionamenti e un travaso verso il privato».

Se Vittorio Veneto è tornato ad essere ospedale Covid, le difficoltà maggiori si registrano a Montebelluna, con 91 ricoveri Covid e il drastico ridimensionamento dei reparti di chirurgia, ortopedia, otorinolaringoiatria e medicina e la contestuale apertura di malattie infettive e semintensiva. A Treviso si contano 115 ricoveri Covid, con la chiusure di urologia e la riduzione delle chirurgie. Il nosocomio di Castelfranco Veneto fatica invece a gestire i reparti di medicina e lungodegenza, con pazienti che arrivano dalle altre strutture ospedaliere. La sanità territoriale è dirottata ai centri vaccinali e ai servizi Covid, come l'intero dipartimento di prevenzione. «La situazione è grave - conclude Casarin - il personale reggerà quest’ondata facendo ancora ricorso all’innato spirito di servizio e abnegazione che lo ha finora contraddistinto. Ma ci chiediamo come si è arrivati a questo punto, dove sono finite le azioni organizzative che avrebbero dovuto prepararci ad affrontare la quarta ondata. Quando si parla di numeri del personale e di assunzioni per l’Ulss non c’è nessun problema. I problemi invece ci sono, a carico di lavoratori e dei cittadini privati delle prestazioni sanitarie».

La replica dell'Ulss 2

Su tutte le furie il direttore generale, Francesco Benazzi, che replica: «Dalla Cgil accuse vergognose, "le falsità più pericolose sono le verità distorte moderatamente" e la Cgil lo sta facendo da tempo. Sono in campagna elettorale e vogliono cercare di portare a casa il maggior numero di iscritti probabilmente. Forse il sindacato non si è accorto però che l'aumento dei contagi è stato piuttosto repentino negli ultimi giorni. Stiamo viaggiando con una media di oltre mille positivi al giorno e gli ospedali sono in Fase 4 di emergenza (su 5). Stiamo cercando di tenere aperti più ambulatori possibili, anche grazie all'aiuto dei privati. Nelle ondate precedenti i centri servizi ci aiutavano con gli ospedali di comunità, oggi molto meno. Stiamo seguendo pedissiquamente le linee guida regionali, incomprensibile sentir parlare di mala gestione: l'Urologia è stata ridotta a 18 posti letto, non chiusa come detto dai sindacati. A parlare sono i numeri - conclude Benazzi - nel 2020 gli infermieri persi sono stati 211, quelli assunti 286. Nel 2021 ci sono state 400 nuove assunzioni a fronte di 302 allontanati. Per quanto riguarda gli operatori socio-sanitari il rapporto è di 152 rapporti lavorativi interrotti e 276 assunti nel 2025 104 a 177 nel 2021. Il gap è chiaramente a favore delle assunzioni e chi è in servizio con contratti a tempo determinato verrà rinnovato. Il blocco delle ferie è stato revocato - conclude Benazzi - oggi le ferie vengono concesse ad un massimo di una o due persone per reparto invece di 4 come un tempo ma le ore di straordinario sono volontarie e pagate dalla Regione».

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