Covid e scuole materne: «Occasione per nuove strategie didattiche»

Il presidente provinciale della FISM, Francis Contessotto: Il Covid impone, e chissà per quanto ancora nella fascia dell’infanzia, di fare scuola in modo decisamente diverso»

Sostengono gli esperti, pedagogisti e psicologi, che se anche apparentemente non si vedono, le ripercussioni di questa pandemia si faranno sentire, eccome, nei più piccoli. Insegnanti, educatrici e gestori delle scuole dell’infanzia lo avevano ben presente all’inizio del primo lockdown. Nella Marca, coordinati dalla FISM (la Federazione delle scuole dell’infanzia e nidi paritari di ispirazione cristiana), le scuole dell’infanzia hanno “reagito”. Con alcune esperienze di didattica a distanza - va da sé - del tutto originale. E poi organizzando, durante l'estate, i centri estivi, nonostante le difficoltà ed i timori, ma lo stesso pur di essere vicini ai piccoli ed alle famiglie.

«Si è capita da subito la necessità di riportare i bambini ad una situazione di normalità relazionale: vedere ed interagire con bambini della propria età dopo mesi di isolamento domestico, è stato un servizio educativo e sociale importante e necessario, riconosciuto anche dalle istituzioni scolastiche e civili” – racconta il presidente provinciale della FISM (Federazione Italiana Scuole Materne), Francis Contessotto - Ma è stata anche l’occasione (il lockdown) per ritrovare energie e cercare nuove strategie, didattiche ed educative. Sono stati messi a punto ben quarantasei percorsi di formazione, il primo dei quali è iniziato giovedì scorso. Perché il Covid impone, e chissà per quanto ancora, di fare scuola anche nella fascia dell’infanzia in modo decisamente diverso: con il “Coding”, che è la progettazione informatica attraverso il gioco; con l’educazione all’uso corretto degli schemi digitali; con l’outdoor education, ossia l’utilizzo dello spazio aperto non solo a fini ricreativi ma didattici ed educativi; con la metodologia dell’”Io posso”, per rendere i bambini protagonisti di cambiamento».

Le idee della FISM di Treviso sono state tradotte in un piano vero e proprio che è risultato il primo a livello nazionale in un bando per il finanziamento del FondER (il Fondo Interprofessionale per gli enti religiosi). Cospicuo il finanziamento con il quale adesso la Federazione delle scuole materne della Marca, oltre a proseguire sulla strada della formazione, darà una mano alle scuole che devono sostenere spese per il sostegno di bambini certificati attraverso il Fondo di Solidarietà “On. Lino Armellin” istituito lo scorso anno. Ma non è tutto: per venire incontro ai bambini con disturbi di apprendimento o comportamentali, è stato raggiunto anche un accordo grazie al quale tutte le scuole associate alla FISM saranno iscritte ai Centri territoriali per l'inclusione della provincia, in modo da poter ottenere formazione, materiale ed assistenza per tutti gli aspetti legati all'inclusione degli alunni più piccoli in difficoltà.

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