Coronavirus, Zaia dice stop alle conferenze stampa: «L'ultima sarà il 30 giugno»

A fine mese il Governatore terrà l'ultimo punto stampa giornaliero, un appuntamento che per mesi ha tenuto incollati alla tv milioni di spettatori

Il Governatore Zaia durante una delle conferenze da Marghera

«Il 30 giugno terrò l'ultimo punto stampa giornaliero dalla sede della protezione civile di Marghera». Con queste parole, espresse durante la consueta conferenza stampa del martedì, il Governatore del Veneto Luca Zaia ha annunciato al suo pubblico che, a partire dal mese di luglio, saranno sospesi gli ormai classici collegamenti in diretta che, da marzo, stanno ancora caratterizzando le pause pranzo dei veneti. «Sabato 27 giugno e domenica 28 non ci sarà alcun punto stampa - ha dichiarato Luca Zaia - e perciò l'ultimo appuntamento sarà quello di martedì prossimo che chiuderà di conseguenza il mese; dopodiché torneremo ad informare la stampa "alla bisogna", organizzando eventualmente ulteriori conferenze stampa ad hoc su determinati argomenti, se necessario».

Incalzato da una giornalista sull'evidente susseguirsi delle dirette televisive, giorno dopo giorno, "magari a conferma della grave situazione che il Veneto sta ancora oggi vivendo", il Governatore ha risposto stizzito: «Non è che adesso i turisti non vengono per via delle conferenze stampa visto che sembriamo sempre in "assetto di guerra" con microfoni e simbolo della protezione civile alle spalle. Non credo sia un problema quello di dare informazioni ai cittadini. Credo, invece, che questo modo di comunicare infonda tranquillità, visto che ormai parliamo di argomenti positivi come la sanità che funziona. Non le vedrei quindi assolutamente come un elemento ostativo per l'arrivo dei turisti».

Iniziate come mero punto stampa per i giornalisti, in merito alle conseguenze della pandemia da Covid-19 sul suolo regionale, le conferenze stampa del Presidente Zaia son ben presto diventate un punto fermo per tutti i cittadini che, spesso con ansia, hanno atteso le 12.30 per collegarsi principalmente su Facebook o A3 per seguire gli aggiornamenti sui contagi e i decessi legati al Coronavirus. Sempre affiancato da fidi scudieri quali gli assessori Giampaolo Bottacin e Manuela Lanzarin, Zaia in questo modo, forse anche inconsapevolmente, ha creato un nuovo modo di far comunicazione e di relazionarsi con il popolo veneto durante un'emergenza sanitaria come quella che si è vissuta negli ultimi sfortunati mesi. Un successo senza precedenti confermato anche dal fatto che, durante la pandemia, Antenna Tre Nordest sia diventata (in base ai dati Auditel) la prima televisione locale d'Italia per ascolti. Non solo però A3, ma tutti i media locali, dalle radio alle tv passando per i quotidiani sia online che cartacei, hanno ottenuto (innegabilmente anche grazie al Presidente della Regione Veneto) buoni risultati nel secondo trimestre del 2020.

Nonostante ciò, Zaia è stato a più riprese criticato da tutta l'opposizione politica a causa della sovraesposizione mediatica di questo periodo, oltre che essere additato da più parti per la "propaganda elettorale" così messa in atto in attesa delle elezioni regionali 2020. Il Governatore ha però sempre tirato dritto per la sua strada, noncurante delle polemiche. Tra i suoi maggiori detrattori, ad esempio, si annoverano gli esponenti di +Europa Veneto che, già sul finire del mese di maggio, avevano dichiarato che «prima Zaia insiste per votare a luglio per capitalizzare la sua popolarità del momento, poi punta a settembre con una improbabile campagna elettorale in pieno agosto e il solito ostacolo della raccolta di firme per chi non fa già parte del sistema. Ma per fare tutto questo ha bisogno di attribuirsi meriti presunti che gli spianino la strada. Ecco allora che le conferenze stampa servono per disconoscere i meriti veri, indiscutibili e fondamentali di chi non lavora per il consenso, ma per la scienza. Ora l'unico silenzio che chiediamo è proprio quello del Presidente, il quale non si può permettere di usare la comunicazione istituzionale come sua personale propaganda».

Da "semplici" punti stampa, le conferenze giornaliere da Marghera sono però nel tempo diventate anche una sorta di intrattenimento per il pubblico. Come non ricordare, infatti, la donazione delle incubatrici e la conseguente nascita dei pulcini in diretta televisiva, o l'asta regionale per "vendere" al miglior offerente un uovo di Pasqua gigantesco. Col passare delle settimane, poi, il filo conduttore tra gli spettatori e la Regione sono state le centinaia di lettere inviate a Zaia dai bambini veneti, oltre agli ormai noti disegni con la scritta "Andrà tutto bene" che, in un prossimo futuro, entreranno a far parte di una specifica mostra itinerante che verrà inaugurata a Vò (PD).

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Col passare delle settimane, però, e con il graduale ritorno alla "normalità", gli spettatori sono pian piano diminuiti, tanto che il Governatore, forse anche per risollevare gli ascolti, ha poi deciso di invitare nelle varie dirette diversi esponenti della sanità veneta per far loro esporre i risultati ottenuti nei mesi di lockdown. Una decisione, quella di "esibire" i medici degli ospedali veneti, che spesso ha portato l'opposizione a criticare nuovamente l'Amministrazione regionale, rea di "farsi grande sulle spalle degli altri". Zaia ha però sempre fatto "orecchie da mercante" e ha continuato imperterrito a seguire il suo modello di "informazione". Un modello certamente vincente negli ultimi quattro mesi ma che, forse, era ormai arrivato ad un punto quasi cieco e controproducente

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