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Covid, sei ricoverati in terapia intensiva: 111 positivi negli ospedali

Giovedì 15 dicembre il punto sulla pandemia da parte del direttore generale Ulss 2, Francesco Benazzi. In calo i ricoveri ospedalieri legati all'influenza stagionale

Sono sei i pazienti ricoverati per Covid in terapia intensiva negli ospedali di Conegliano, Treviso e Montebelluna. Si tratta di persone anziane, con pluripatologie, che non avevano però completato il ciclo vaccinale con la quarta dose.

A dirlo, giovedì 15 dicembre, è il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi: «Ad oggi, negli ospedali della provincia di Treviso, sono 111 i ricoverati positivi al Covid ma quelli con sintomi gravi legati all'apparato respiratorio sono solo 27. Il dato sulle terapie intensive deve far riflettere - continua Benazzi - perché le persone fragili o con problemi cardio-respiratori se non hanno la quarta dose finiscono ancora in ospedale».

Buone notizie, invece, sul fronte dell'influenza stagionale: i ricoveri sono passati da 53 a 35 in due giorni. «Il picco, secondo le nostre previsioni, dovrebbe arrivare entro i primi dell'anno - conclude Benazzi - per poi iniziare a calare. Chiaramente gli anziani che si vaccinano contro l'influenza hanno una sicurezza in più per non finire in ospedale».

Il report della Regione

Nell’ultima settimana in Veneto sono stati 68.013 i casi stimati di influenza stagionale per un totale complessivo da inizio stagione stimato di 346.326. Il dato è riportato nel report del sistema di sorveglianza epidemiologica del contagio nell’ambito della rete Influnet. L’incidenza generale è pari a 14,01 casi per mille abitanti. 

L'influenza continua a registrare un'incidenza alta, anche se nell'ultima settima si registra un primo calo ed una prima inversione di trend. È necessario attendere le prossime settimane per confermare tale dato in discesa. Un'ulteriore conferma potrà anche arrivare dal dato nazionale in pubblicazione nei prossimi giorni. Il calo appare presente in tutte le classi d'età, in maniera più marcata nelle classi pediatriche che però avevano registrato valori molto più alti nelle settimane precedenti. La fascia di età più colpita è quella dei bambini da 0 a 4 anni con 43,18 casi per mille, seguita da quella tra i 5 e i 14 anni con 21,7 casi per mille. Incidenza attenuata tra i cittadini tra i 15 e i 64 anni che fanno registrare 10,73 casi per mille e di molto in quelli con più di 65 anni con 4,97. La sintomatologia si manifesta con febbre, brivido, tosse, mal di gola, cefalea, dolori muscolari, astenia, naso chiuso e/o naso che cola. Il virus influenzale può indebolire temporaneamente il sistema immunitario, anche in soggetti giovani e sani, e può favorire la comparsa, insieme all’influenza, anche di infezioni batteriche contemporanee quali bronchiti, otiti, polmoniti e sinusiti.

La vaccinazione è raccomandata e gratuita per tutti i cittadini con più di 60 anni, per le persone fragili con malattie croniche, per le donne in gravidanza, per i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, per i caregiver e per i lavoratori in ambito sanitario. Ci si può vaccinare dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta per quanto riguarda i bambini, presso gli ambulatori dei Servizi Vaccinali delle Ulss, ed in alcune farmacie.

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