Covid, Zaia: «Italia in ritardo sul vaccino, finiremo di farli la prossima estate»

Mercoledì 2 dicembre il nuovo punto stampa del Governatore veneto: «Dal Governo non abbiamo nessuna novità sul Dpcm. In Veneto un terzo dei pazienti ricoverati è positivo»

Luca Zaia durante il punto stampa

«In Veneto la curva è in lieve ritardo rispetto ad altre regioni, se poi continuano gli assembramenti la situazione negli ospedali rischia di andare fuori controllo. La pressione rimane alta, soprattutto nei presidi ospedalieri. Un terzo dei pazienti ricoverati in Veneto ad oggi sono positivi al virus». Inizia con queste parole il punto stampa di Luca Zaia sull'emergenza in Veneto mercoledì 2 dicembre.

«Dal Governo non abbiamo ancora nessuna novità e dati chiari sul Dpcm non ce ne sono - ha spiegato il Governatore - Giovedì 3 dicembre sarà l'ultimo giorno in cui sarà attiva la nostra ordinanza regionale. Una volta scaduta resterà in vigore solo il Dpcm del Governo. Spero che oggi pomeriggio ci sia una nuova convocazione con il Governo, mancano poco meno di 36 ore all'approvazione del decreto e non abbiamo ancora visto nessuna bozza. Sui vaccini penso ci sarà una campagna volontaria in Italia, gli altri stati stranieri però potranno richiedere però ai viaggiatori di vaccinarsi prima di varcare i loro confini. Il Veneto oggi sarebbe in grado di anticipare i tempi per dare il via alle vaccinazioni. Abbiamo già comprato i frigoriferi per conservare il vaccino Pfizer a -70 gradi. L'Europa però non sta facendo bella figura visto che l'Inghilterra, uscita dall'Ue con la Brexit, sta già iniziando a fare vaccini. La gente è stufa di aspettare» ha concluso il Governatore. Venerdì 4 dicembre la nuova decisione sui colori delle regioni: «Ad oggi i parametri sono buoni per rimanere in zona gialla - ha spiegato Zaia - Solo i numeri sulle terapie intensive sono leggermente oltre i valori. Se dovessimo arrivare al lockdown perché la gente continua a non rispettare le regole per me vorrebbe dire fallimento sociale. Io non penso che il "liberi tutti" visto in estate abbia dato vita alla seconda ondata. Il Covid c'è sempre stato, si comporta come un virus influenzale. Prima di aprile 2021 non se ne andrà». L'assessore Lanzarin è poi intervenuta per fare il punto sul vaccino anti-influenzale: «I giovani fino a 18 anni faranno il vaccino influenzale spray, ne abbiamo pronte 20mila dosi. 3mila le dosi di vaccino ad alto dosaggio, 30mila dosi per il vaccino quadrivalente, divise per tutte le aziende sanitarie del Veneto. L'indicazione della Regione è dare precedenza alle categorie più a rischio. Le case farmaceutiche non sono state in grado di garantirci il 20% di dosi in più che avevamo richiesto. Né al Veneto, né a nessun altra regione italiana. 1 milione e 340mila le dosi che abbiamo richiesto, sono il doppio rispetto al 2019». 

Il bollettino di Azienda Zero

Sono 68792 i veneti attualmente positivi al Covid. 2782 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. 3094 i ricoverati totali (sommando area non critica e terapie intensive). 340 pazienti in terapia intensiva (superato il 30% di letti disponibili). In Veneto ricoveri non Covid sono 6979, un terzo di ricoveri sono dunque legati a pazienti positivi al virus. In provincia di Treviso sono 311 i nuovi positivi e 10929 le persone attualmente positive. Nessun nuovo decesso rispetto al bollettino di martedì sera. Sono 42 i pazienti ricoverati in terapia intensiva: 24 a Treviso, 8 a Vittorio Veneto, 6 a Montebelluna, 3 a Conegliano e 1 a Castelfranco Veneto. In area non critica 130 pazienti ricoverati a Montebelluna, 105 a Vittorio Veneto, 84 a Treviso, 53 al San Camillo, 31 a Oderzo, 9 a Conegliano, 1 a Castelfranco Veneto. Numeri a cui vanno sommati i ricoveri negli ospedali di comunità a Treviso (23 pazienti ricoverati) e Vittorio Veneto (18 pazienti ricoverati).

Il video della diretta

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