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Mauro Visentin

Mauro Visentin

Dall’emergenza esce una Cgil più forte, tengono le iscrizioni che arrivano a 81.600

Il segretario Mauro Visentin: «In un 2020 di incertezza e disorientamento generale ci confermiamo riferimento per il territorio e i trevigiani, dei quali raccogliamo la fiducia»

Si conferma solidamente il primo Sindacato della Marca per numero di iscritti, non risentendo degli sconvolgimenti del mercato del lavoro vissuti sul territorio nel corso del 2020. È la CGIL trevigiana che chiude nel segno della stabilità il bilancio delle iscrizioni dello scorso anno sfiorando quota 81.600 tesserati, precisamente 81.598 tra lavoratori attivi e pensionati. La CGIL di Treviso non arretra, anzi si consolida grazie all’azione di rappresentanza delle categorie dei lavoratori, che recuperano terreno anche rispetto a quella dei pensionati, e all’attività dei servizi, CAAF e INCA in particolare. Cresce, infatti, il numero dei lavoratori iscritti, passando dai 37.142 del 2019 ai 37.562 del 2020, per la metà donne e per il 16% immigrati. Sono sempre più i giovani under 25 che si iscrivono al quadrato rosso arrivando a 1.927 iscritti (+208 sul 2019) e aumentano, per effetto del pensionamento sempre a più tarda età, anche gli over 65, 871 (+72 sul 2019) di cui i primi ultra settantacinquenni tra gli attivi, 17 lavoratori.

Rispettando il trend degli ultimi anni, in correlazione ai mutamenti del sistema produttivo a livello provinciale, si ingrossano ulteriormente le fila della FILCAMS CGIL, la categoria dei lavoratori del commercio, turismo e servizi alla persona, che con quasi 600 iscritti in più rispetto all’anno precedente arriva a staccare 7.438 tessere nel 2020 (+100 under 25 sul 2019 e +300 nella fascia 25-55 anni), per il 74% donne e il 32% immigrati. Segno positivo anche per la Sigla dell’industria e dell’artigianato metalmeccanico, la FIOM, con 6.891 iscritti (+236 sul 2019), il 78% uomini e il 29% immigrati, e per quella dei lavoratori del mondo dell’agricoltura e dell’industria alimentare, FLAI CGIL, che conta 2.905 iscritti (+256). Crescita registrata anche per tutte le altre categorie compresa seppur attorno ai mille tesserati la SLC, che rappresenta i lavoratori della carta e della comunicazione, che resta la Sigla più contenuta. Lieve flessione invece, per la FILT, trasporti, e la FISAC, bancari. Netto calo per NIDIL CGIL, la Sigla che segue i lavoratori atipici e precari, che passa da 4.046 a 3.087 iscritti, distribuendo tale differenza nelle altre categorie in conseguenza a una nuova migliore organizzazione del Sindacato. Ed è proprio questa la categoria che raccoglie ben 146 adesioni tra gli over 65 (7 dei quali over 75), segno che il precariato tocca anche la fascia di popolazione più anziana ma con necessità di impiego. Con questi numeri la Camera del Lavoro di Treviso si conferma essere anche la prima CGIL a livello regionale.

«Arriviamo da un anno difficile e complesso che nessuno avrebbe mai potuto prevedere -commenta Mauro Visentin, segretario generale della CGIL di Treviso- In un quadro carico di incertezze e di sconvolgimento del sistema produttivo, nonché del mercato del lavoro, abbiamo fatto la nostra parte in termini di rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici, trattando con le aziende e stringendo accordi per l’apertura della cassa integrazione, e gestendo anche la partita legata al Covid per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, nonché nell’erogare i diversi servizi connessi alle richieste di assistenza e tutela individuale. Tutto questo senza mai fermarci, rimboccandoci le maniche, incalzando la mascherina e operando quotidianamente, in presenza, lì dove possibile, o da remoto, offrendo risposte e assistenza ai trevigiani. Questi numeri sono la testimonianza dell’affermazione della CGIL nel territorio, dell’intensità d’azione espressa, con forte senso di responsabilità e del dovere, proprio nell’ultimo anno – sottolinea Visentin –. Ora, la fase ci proietta verso la conclusione del blocco dei licenziamenti, che è necessario prorogare per avere il tempo necessario a sviluppare un piano di rilancio e di crescita e allo stesso modo a costruire un sistema universale di ammortizzatori sociali».

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