Casa Fenzi, Dalla Costa: «I risultati delle autopsie? Me li aspettavo»

Il Procuratore della Repubblica di Treviso: «Ora attendiamo però che vengano effettuati gli altri due esami su altrettanti decessi, a quel punto sarà possibile tirare le fila». Sabato post mortem sulla 95enne Liviana Girardi e sul 70enne Vincenzo Satia

Il Procuratore della Repubblica Michele Dalla Costa

«I risultati delle autopsie? Me li aspettavo. Ora attendiamo però che vengano effettuati gli altri due esami su altrettanti decessi, a quel punto sarà possibile tirare le fila».

Così il Procuratore della Repubblica Michele Dalla Costa il giorno dopo l'esito dei due post mortem condotti sull'operatore sanitario Angelo Fantucchio e sull'ospite di Casa Fenzi Giuseppe Forner, 92 anni. Entrambi, dicono i riscontri autoptici, sono morti a causa del Covid 19. Sabato mattina alle 10 sarà la volta della 95enne Liviana Girardi e del 70enne Vincenzo Satia, gli ultimi due decessi registrati nelle Rsa coneglianese su cui hanno puntato l'attenzione le indagini coordinate dal pubblica ministero Anna Andreatta. La Procura di Treviso ha aperto una fascicolo per atti relativi, per il momento senza ipotesi di reato né indagati, su quei 30 decessi registrati nella struttura per anziani dall'inizio della pandemia. L'obiettivo è sapere il perché di quelle morti e soprattutto se siano da attribuire al mancati rispetto di tutte le procedure fissate per limitare gli esiti del contagio. Sul punto indagano anche i Nas dei carabinieri, che hanno sequestrato le cartelle cliniche e tutta la documentazione che possa risultare utile a stabilire se a Casa Fenzi siano state seguite con scrupolo tutte le indicazioni arrivate dalla Regione e dalla Usl in quei giorni.

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A Casa Fenzi 112  ospiti su 190, praticamente una percentuale pari al 60%, sono risultati positivi al Covid cosi come su 160 operatorio sanitari 47 si sono ammalati di Corona virus. Che ci fossero delle difficoltà lo hanno subito messo in chiaro anche i vertici della struttura per anziani che hanno chiamato in causa anche l’Azienda Sanitaria locale per le problematicità riscontrate nel reperimento dei dispositivi di protezione individuale. L’Uls per contro ha presentato subito in Procura tutti la documentazione relativa alla gestione dell’emergenza. «Siamo stati infangati ingiustamente - ha detto il direttore Francesco Benazzi - il presidente di Casa Fenzi ci ha accusato di non aver attuato tutte le misure di precauzione. Sbagliando perché possiamo dimostrare di aver fatto tutto quello che c’era da fare e aver agito sempre correttamente». Il 19 marzo secondo Benazzi la Uls 2 aveva chiesto a tutte le case di riposo di fornire un feedback sull’attuazione dell’isolamento. «Ma la risposta di Casa Fenzi - spiega Benazzi - è arrivata soltanto il 18 aprile. Evitiamo allora di lanciare accuse che alla prova dei fatti vengono sistematicamente smontate».

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