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Danni da animali selvatici nella Marca: per la Coldiretti perdite di oltre un milione all'anno

Scarsi indennizzi, tempi lunghissimi e burocrazia complessa aggiungono la beffa ai danni

Gazze divorano ciliegie, cinghiali devastano vigneti, le nutrie erodono i canali, il quadro dei danni provocati dalla fauna selvatica è allarmante e nonostante l’emergenza sanitaria non s’è fermato. Anzi, gli animali selvatici si avvicini nano sempre più alle case e ai centri urbani anche nella nostra provincia trevigiana. Coldiretti Treviso fa la conta dei danni che raggiungono circa mezzo milione di euro all’anno dichiarati ma potenzialmente più di un milione di euro di danni complessivi alle imprese agricole di Marca. Le selvaggine più dannose ai raccolti agricoli sono le lepri e a seguire cinghiali e corvidi. «L’approccio è ancora timido – precisa Coldiretti Veneto – molti agricoltori in base agli scarsi indennizzi (in alcuni anni appena il 30%) e ai tempi burocratici (spesso più di 2 anni), rinunciano a presentare istanze. Per cui – sostiene l’associazione – il valore è sicuramente tre volte tanto».

Dalle colture  al sistema idrogeologico  i disagi non sono solo per l’operato degli agricoltori, si aggiungono i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina e migliaia di incidenti a carico dei cittadini coinvolti in sinistri i cui rimborsi non coprono neppure le spese delle pratiche necessarie. L’aut aut di Coldiretti Veneto avviene proprio nell’approssimarsi della piena ripresa vegetativa  alla vigilia della riapertura delle attività post pandemia. «La misura è colma – conclude Coldiretti Veneto - La pazienza degli imprenditori agricoli è esaurita. A fronte di episodi rilevati da ogni parte del territorio ogni azione e misura attivata è sempre purtroppo insufficiente».

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