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Decreto carburanti, cosa cambia per gli automobilisti

Tra le novità c'è l'accisa mobile e l'obbligo per i gestori di esporre il prezzo medio (che sarà calcolato su base regionale). In arrivo una stretta sui furbetti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato ed emanato il decreto legge sulla trasparenza del prezzo dei carburanti varato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento è stato già pubblicato in Gazzetta ufficiale. Cosa cambierà dunque rispetto al passato? Vediamolo nel dettaglio. Con l'entrata in vigore del decreto, i gestori saranno obbligati a esporre il prezzo medio nazionale dei carburanti accanto a quello di vendita in ogni distributore di benzina. In questo modo, il consumatore avrà modo di valutare la differenza tra il costo di riferimento di benzine e diesel e quello adottato dal singolo benzinaio.

Prezzo medio su base regionale

Il prezzo medio dei carburanti, su base regionale, verrà calcolato giornalmente dal ministero dell'Ambiente e comunicato sul sito del dicastero. Nel decreto viene poi specificato che "la frequenza, le modalità e la tempistica delle comunicazioni" saranno definite con un proveddimento ad hoc dallo stesso ministro delle Imprese e del made in Italy "da adottarsi entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto". I benzinai avranno altri 15 giorni di tempo per adeguare la cartellonistica alle nuove norme. I gestori degli impianti di carburante che non si adegueranno potranno essere puniti con sanzioni da 500 a 6mila euro. Per un maggiore controllo, l'Antitrust vigilerà sull'assenza di cartelli sul prezzo medio di vendita alle stazioni di servizio mentre la Guardia di Finanza vigilerà sul rispetto della norma. Sarà adottata quindi una linea dura contro i "furbetti", finalizzata a colpire i trasgressori. Dopo la terza violazione potrà essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni. Nel decreto non è invece prevista nessuna norma particolare per i distributori che operano sulla rete autostrade come si era vociferato nei giorni scorsi (e come precedentemente riportato). 

Accisa mobile

Nel provvedimento è stata inserita anche la così detta "accisa mobile" di cui si era parlato nei giorni scorsi: la norma prevede che in caso di aumenti del prezzo della benzina il maggiore gettito Iva andrà a ridurre le tasse sui carburanti. Nel testo si legge che il taglio delle accise può essere adottato se il prezzo aumenta, "sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di programmazione economico-finanziaria (...)". 

Bonus per la benzina e i trasporti

Con lo stesso decreto è stata decisa anche la proroga del bonus benzina per tutto il 2023, ovvero dello sconto del valore di 200 euro che i datori di lavoro possono offrire ai propri dipendenti. Come annunciato nei giorni scorsi dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni il governo ha inoltre rinnovato il bonus di 60 euro per i trasporti che però spetterà solo a chi ha redditi inferiori a 20mila euro (qui maggiori dettagli).

Gruppo Carburanti Treviso

«Siamo sorpresi dalla celerità con cui il governo ha emanato questo decreto - conclude Moreno Parin, coordinatore del Gruppo Carburanti Treviso, recentemente confederato all’associazione Casartigiani Treviso - nelle more di una trattiva con le parti sindacali della nostra categoria che è ancora in essere». È in programma martedì prossimo un importante incontro relativo a questa vertenza. «Come gestori - aggiunge Parin - ci sentiamo presi in contropiede, per non dire di peggio. Nel merito di questo provvedimento consideriamo inaccettabili le sanzioni previste, si rischia l’abbandono degli impianti da parte dei gestori, con conseguente ricaduta occupazionale e sociale. L’obbligo della nuova cartellonistica e dell’esposizione del prezzo medio rimane ancora tutto da definire nei dettagli rimandando a un ulteriore provvedimento, ma è già chiaro che per noi questa linea è penalizzante, oltre che inefficace sul fronte della trasparenza del mercato e verso i consumatori». A questo punto non rimane che aspettare l’incontro di martedì prossino per comprendere come il ministero emanerà il previsto decreto attuativo riguardante l’esposizione della cartellonistica del prezzo medio regionale, oltre all’impegno di rivedere il regime sanzionatorio, solo allora si potrà dare un giudizio definitivo e le conseguenti azioni della categoria. «Per inciso nessuno di noi - concludono dal Gruppo Carburanti Treviso - è contrario alla trasparenza, tantomeno alle verifiche delle autorità preposte, ma non sono accettabili obblighi e sanzioni assolutamente spropositati per le finalità dichiarate».

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