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I detenuti del carcere minorile dipingono le pareti del Fablab di Treviso

Il "Progetto restyling pareti" ha coinvolto 6 giovani detenuti del carcere di Treviso. Sabrina Carraro: «Il mondo dell'impresa ha sempre più una valenza sociale e culturale»

Sei giovani detenuti del carcere minorile di Treviso sono gli "artisti" che hanno eseguito il restyling competo delle pareti del FabLab di via Venzone a Treviso. Le stanze e i laboratori della sede operativa di UNIS&F (la società degli industriali di Treviso e Pordenone che si occupa di servizi e formazione) hanno da oggi una nuova veste, realizzata completamente all'interno dell'Istituto Penitenziario per i minorenni. Tutto grazie a un corso di formazione cofinanziato da UNIS&F dove i detenuti hanno avuto la possibilità di entrare a contatto con una realtà produttiva esterna al carcere. 

sala fabLab 3-2

«Il corso si è inserito in un percorso laboratoriale di computer grafica che da diversi anni si realizza nell'Istituto Penale nell’ambito della Bottega Grafica. La collaborazione con Assindustria ha però aperto ai ragazzi una nuova e diversa prospettiva, consentendogli di confrontarsi con una realtà formativa e produttiva con cui normalmente non avrebbero avuto contatti – spiega Carla Sorice, Direttrice dell'Istituto Penale per Minorenni e Centro di Prima Accoglienza di Treviso - L’esito del corso, condotto da due docenti esperti di grafica, Marco Morbiato e Leonardo Marzi, si è concretizzato nella realizzazione di un progetto grafico complesso per la cui elaborazione è stato necessario un lavoro di gruppo per esaltare gli aspetti creativi dell’attività ed un impegno individuale rigoroso per la progettazione grafica delle idee. Entrambe dimensioni di lavoro non scontate né usuali per i ragazzi». «Il concetto che abbiamo voluto sviluppare per il restyling delle pareti è quello di scegliere alcune aree e prevedere interventi grafici che in qualche modo le caratterizzassero ma che allo stesso tempo mantenessero un filo conduttore tra loro - afferma Giuseppe Antonello, responsabile di UNIS&F - Abbiamo deciso di fornire ai ragazzi detenuti il concetto di base del cubo, logo del nostro FabLab. A questo i giovani hanno inserito dei disegni fatti a mano e degli interventi tipografici, prevedendo delle zone con alcune scritte». Sulla parete della biblioteca, sopra la libreria, ecco disegnata una pila di libri, dalle pagine aperte di uno di essi escono dei piccoli cubi, quasi a simboleggiare le parole. Nella zona ristoro c'è una maxi tazza di caffè fumante e qui i cubi rappresentano le zollette di zucchero. Il lavoro dei giovani detenuti ha interessato anche il "cuore" dello stabile di via Venzone e in particolare la zona delle officine e i laboratori dove sono installate le stampanti 3D. In questo caso il restyling delle pareti è stato fatto con disegni tecnologici dove personal computer, robot stilizzati e attrezzi da lavoro la fanno da padrone. Non poteva mancare la grande sala conferenze: accanto ai cubi fanno comparsa alcune frasi pronunciate da grandi personaggi della storia e dei tempi moderni. C'è il motto del filosofo greco Socrate "L'unica vera saggezza è sapere di non sapere nulla", ma anche una frase del filantropo americano W. Clement Stone, scomparso nel 2002 a cento anni, "La chiarezza di intenti è il punto di partenza di ogni successo" e poi le parole che Steve Jobs ha rivolto ai giovani: " Il vostro tempo è limitato perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro"». 

La collaborazione tra UNIS&F e il carcere minorile non si esaurisce qui perché all'orizzonte ci sono nuovi progetti. L'obiettivo è avvicinare i giovani detenuti alle realtà produttive della provincia di Treviso attraverso progetti simili a quello che ha consentito il restyling delle pareti del FabLab di via Venzone. È anche in questo modo che UNIS&F vuole perseguire la valenza sociale delle proprie attività. «I servizi che offriamo e l'attività di formazione sono rivolti alle aziende e al mondo produttivo, ma non possiamo non tenere conto del ruolo e della valenza sociale e culturale che ha il mondo dell'impresa nel nostro tessuto socio-economico – conclude Sabrina Carraro, Presidente di UNIS&F - La collaborazione con l'Istituto Penitenziario Minorile va in questo senso, come tanti altri progetti che abbiamo messo in campo e che stiamo studiando per il futuro». 

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