Carcerato minorenne ottiene un permesso speciale per giocare a calcio

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Veneto, Giuseppe Ruzza, si è recato in visita al carcere minorile di Treviso per uno speciale progetto di riscatto attraverso lo sport

In foto il carcere minorile di Treviso

Il calcio come seconda possibilità, come occasione di recupero e reinserimento sociale. Emozioni intense per un giovane detenuto del carcere minorile di Treviso che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita di una speciale delegazione partita dal Comitato Regionale Veneto LND-FIGC. Insieme al presidente Giuseppe Ruzza, erano presenti un connazionale del ragazzo militante nella Virtus Vecomp, il sindaco di Silea Rossella Cendron e tre assessori comunali, alcuni dirigenti della società sportiva dilettantistica Sant’Elena.

L’iniziativa, organizzata grazie alla collaborazione della dottoressa Carla Sorice, Direttrice dell’IPM di Treviso, è nata per regalare un momento di gioia ad un giovane che, proprio attraverso il calcio, sta cercando di costruirsi una nuova vita. Il ragazzo, infatti, ha recentemente ottenuto un permesso premio per svolgere servizi socialmente utili presso il Comune di Silea, dove si occupa della manutenzione dell’impianto sportivo gestito dal Sant’Elena, club che lo ha subito tesserato con la speranza, grazie ad altri permessi premio, di poterlo anche schierare in alcune partite di campionato. Nel corso della mattinata, i partecipanti esterni hanno incontrato anche gli altri ospiti dell’IPM presso il campo sportivo della struttura, in un momento di condivisione e di conoscenza reciproca.

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Il commento del presidente della LND Veneto Giuseppe Ruzza: «Il calcio è anche questo, un aiuto, un appiglio per superare i momenti critici della vita, e questo giovane ne ha passati davvero tanti. È un bravo ragazzo e mi dicono anche molto talentuoso, per cui gli auguro di riuscire a costruirsi un futuro radioso nel mondo dello sport. Abbiamo pensato a quest’iniziativa perché vogliamo lanciare un messaggio positivo, di speranza e di vicinanza ai tanti giovani che ogni giorno vivono situazioni difficili e che per questo possono commettere degli errori. Ringrazio per la collaborazione l’IPM di Treviso, con cui abbiamo già realizzato dei progetti molto belli in passato, così come il Comune di Silea, la Virtus Vecomp e il Sant'Elena. Grazie al loro supporto siamo riusciti a fare qualcosa di straordinario, dimostrando ancora una volta che il calcio non è solo un gioco, ma è, prima di tutto, un mezzo di inclusione sociale».

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