Diadora rinuncia all'uso della pelle dei canguri

L'associazione animalista Lav esprime grande soddisfazione per la scelta dell'azienda trevigiana: «L’azienda si è mostrata da subito molto disponibile al confronto»

Un canguro

«LAV esprime grande soddisfazione per la rapidità con cui Diadora ha deciso di non ricorrere più alla pelle di canguro nella sua produzione. L’azienda si è mostrata da subito molto disponibile al confronto, ed è bastato mostrarle le evidenze delle crudeltà compiute verso i canguri, adulti e cuccioli, per ottenere questo impegno responsabile -dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV Area Moda Animal Free- Con il comunicato stampa diffuso questa settimana, Diadora ha così annunciato il suo impegno per l'abolizione totale della pelle di canguro da tutti i suoi prodotti a partire da fine anno 2020. La rinuncia da parte di Diadora alla pelle di canguro, comunemente usata dall’industria dello sportswear, rappresenta un ulteriore passo del percorso intrapreso dall’azienda per ridurre l’impatto ambientale della propria attività. Questa decisione conferma l’impegno di Diadora verso uno sviluppo sostenibile e responsabile».

L’Italia è il primo paese in Europa importatore di pelli di canguro (oltre 2 milioni tra il 2012 e il 2015), pelli utilizzate prevalentemente in ambito sportivo per la realizzazione di scarpe da calcio e tute motociclistiche; ma anche per la produzione di scarpe e accessori di fascia alte del mercato di noti brand. Tra le aziende italiane coinvolte:

Settore sportivo

▪ Calcio: LOTTO, PANTOFOLA D’ORO, DANESE

▪ Motociclismo: DAINESE, DUCATI, GIMOTO, ALPINESTARS, VIRCOS

Settore abbigliamento

▪ VERSACE, SALVATORE FERRAGAMO

Settore calzaturiero

▪ MORESCHI, MOMA, FABI

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La carne di canguro invece, in Italia, non ha ancora raggiunto la grande distribuzione, ma è comunque possibile trovare ristoratori che la propongono nei loro menù, mentre PROLIFE, azienda italiana per il pet food, la utilizza per la produzione di una pappa per cani della linea umido multi-gusto). «Lo scorso 1° ottobre abbiamo avviato una specifica campagna pubblica per informare i consumatori, convincere le aziende a non utilizzare pelle (e carne) di canguro e presto presenteremo una proposta di legge per introdurre il divieto nazionale all’import di prodotti ottenuti dalla caccia ai canguri»: conclude Pavesi. LAV invita le aziende italiane implicate nella più grande mattanza di animali selvatici al mondo, ad essere più responsabili e seguire l’esempio virtuoso di Diadora.

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