Introvabile il detergente anti Coronavirus: il Liceo Veronese se lo auto produce in aula

Il personale docente e tecnico, vista la risposta negativa dei fornitori sull'acquisto di disinfettante, ha deciso di acquistare i prodotti per la miscela e produrla così in laboratorio

Nella foto, da sinistra, la DSGA Maria Pepe, la dirigente scolastica Rosita De Bortoli e il tecnico di laboratorio Jimmy Zen

Nonostante le lezioni siano sospese, il liceo Angela Veronese di viale Della Vittoria a Montebelluna è comunque aperto per il personale. Quando però la scuola ha cercato di contattare dei fornitori per acquistare del disinfettante per le mani, tutti hanno risposto che questi erano già da tempo esauriti. Ecco allora che è scesa in campo l'inventiva...di casa. "Abbiamo acquistato i singoli componenti - spiega la dirigente scolastica Rosita De Bortoli - e grazie al tecnico di laboratorio di chimica abbiamo creato la miscela ora a disposizione di tutto il personale. Questa è efficienza! Questa è passione!".

Nel frattempo, sarebbero dovuti rimanere a Montebelluna, nell'ambito dello scambio culturale con la terza F del liceo linguistico Veronese, fino a lunedì 2 marzo. Invece, 24 studenti dell'Ossee Gymnasium di Timmerdorfer Strand, istituto tedesco che da anni intreccia relazioni con la scuola di Montebelluna, martedì mattina sono partiti dal Duomo per fare ritorno a casa. Non in aereo, ma con un viaggio prima in pullman e poi in treno durato dalle 10 del mattino fino a mezzanotte. Eppure, prima che il ciclone rappresentato dal corona virus si abbattesse sulle vite di 45 diciassettenni, dei loro insegnanti e delle loro famiglie, tutto era partito al meglio. Mesi di preparativi e contatti via mail, Skype o attraverso i social, l'arrivo venerdì e l'accoglienza nelle famiglie. Quindi sabato, l'ingresso prima a scuola e poi in municipio, con il sindaco Marzio Favero che aveva apprezzato l'ottima organizzazione e l'interesse mostrati dagli studenti di entrambe le scuole. "Sabato, però - spiegano i rappresentanti di classe del Veronese - sono cominciate ad arrivare le notizie relative al corona virus che si aggravavano ora dopo ora. Così la scuola tedesca ha deciso di far rientrare il prima possibile i ragazzi, sia perché tutte le iniziative erano state annullate, sia per il rischio che, attendendo il 2 marzo, i voli potessero essere bloccati".

Di conseguenza, lo scambio si è ridotto a tre giorni, sufficienti però per stringere legami e amicizie. Al posto di Venezia è arrivato Cison, al posto dei locali pubblici le abitazioni dei ragazzi. Dove tutti assieme hanno parlato, riso, cantato. E il pianto degli studenti al momento dei saluti è stato la testimonianza più vera di quanto l'esperienza li abbia comunque uniti e di quanto l'interruzione della stessa li abbia addolorati. Intanto, però, mentre la terza F spera di poter ricambiare la visita nel mese di maggio, virus permettendo, anche altri sogni sono stati infranti dalle vicende di questi giorni. "La Francia - riferisce la dirigente scolastica Rosita De Bortoli - ha bloccato la partenza dei ragazzi francesi che sarebbero dovuti arrivare sabato. E stiamo svolgendo, assieme agli uffici, un lavoro incredibile a distanza, o lavoro agile come cita il DPCM del 24 febbraio, per sospendere viaggi e uscite. Tutte operazioni cui nessuno forse ha pensato quando è stato scritto il testo dell'ordinanza che interrompe lezioni e viaggi". Una situazione difficile. Nella quale però non sono mancati, come racconta la dirigente stessa, "solidarietà, comprensione, disponibilità". Occasioni di crescita, sempre e comunque.

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