Alla Distilleria Castagner il Forum 2020 sulla grappa, "risorsa italiana per lo sviluppo"

L’azienda di Vazzola è stata promotrice dell'incontro tra il mondo produttivo e quello della distribuzione per analizzare i cambiamenti del mercato e le nuove strategie

Un incontro che diverrà un appuntamento biennale, per evidenziare punti di forza e di debolezza del mercato della Grappa nei confronti degli altri distillati internazionali. È l’iniziativa ospitata nei giorni scorsi presso la sede della Distilleria Castagner di Visnà di Vazzola che ha visto la presenza di produttori e rappresentanti della distribuzione allo scopo di migliorare la qualità delle proposte al consumatore. Un incontro dove si è analizzato il cambiamento del mercato, alla luce delle nuove esigenze del consumatore che si sta orientando sempre più a prodotti Premium, con un più alto valore aggiunto. Un cambiamento che la Grappa affronta, forte anche di un riconoscimento a livello Europeo ad Indicazione Geografica arrivato nel 2019 che sottolinea la tipicità di questo prodotto e il suo valore culturale per il Bel Paese.

“La grappa è il distillato italiano – spiega Roberto Castagner, mastro distillatore - un prodotto identitario del territorio che l’uomo, grazie alla tecnologia, ha innovato rivoluzionandola. La grappa è eccellenza, ovvero l’emozione nel calice, lo confermano i dati che ci dicono come la grappa rimanga il distillato più venduto in Italia, sia nel canale In Casa che Fuori Casa. Un prodotto che trova i suoi punti di forza nei concetti di territorialità e sostenibilità ma che deve saper osservare ed affrontare i cambiamenti delle dinamiche di consumo, di scelta, di fidelizzazione e di come nuovi sistemi e canali possano influenzare l’acquisto”.

Gli interventi di Stefano Paolillo, I.R.I Information Resources; Bruno Berni, Managing Director Cfi; Riccardo Breveglieri, Responsabile Acquisti Conad; Sandro Lorenzet, Responsabile Commerciale Acquavite Spa; Lucio Roncoroni, Direttore Gruppo Grossisti Cda; Ottavio Cagiano De Azevedo, Direttore Federvini e Sara Tosti, Sommelier FIS, hanno consentito di fare il punto sul mercato odierno, confermando come il consumatore scelga sempre più un prodotto di alto livello anche nella grappa, orientandosi spesso sulle grappe barricate, che registrano infatti un trend di crescita del +3,2%. La grappa rafforza dunque il suo primato nel mercato interno, staccando di molto i concorrenti stranieri: Whisky, Rum e Gin, entrando di forza nel settore del lusso, portando via mercato a Cognac ed Armagnac.

Ma le nuove dinamiche di acquisto, come l’on-line o la consegna a domicilio, sta trasformando completamente il mercato, aprendo scenari futuri che oggi è difficile immaginare. Ma come affronterà, il mondo della distillazione italiana, questo cambiamento? “Dobbiamo, anzitutto, essere orgogliosi del nostro distillato di bandiera – sottolinea Castagner - ricercandone la massima qualità, per offrire un'esperienza indimenticabile a chi degusta la grappa. Abbiamo la necessità di ricercare professionisti della distribuzione che, attraverso la formazione, sappiano raccontare il nostro distillato, così come dovremo aprire le porte delle distillerie per offrire al turista degustazioni, tour guidati ed esperienza diretta del nostro prodotto. La sfida è trovare nuove forme di comunicazione, non più ancorate al passato, ma che ricerchino uno stile moderno, adatto ad ogni pubblico e legato al concetto di emozione. Infine una grande sfida sarà il mondo della mixability, dove la Grappa può diventare una vera protagonista”.

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Un contesto del tutto nuovo, quindi in cui sarà necessario fare squadra: “Credo che solo cavalcando il cambiamento – conclude Castagner - il nostro settore potrà crescere aumentando il valore percepito; dobbiamo essere uniti, noi produttori, sfruttando al meglio l'opportunità che deriva dal riconoscimento dell'Indicazione Geografica da parte dell’Europa. Infine, dobbiamo essere consapevoli che il nostro prodotto nulla ha da invidiare ad altri distillati internazionali. Perché ai nostri diretti competitors manca, e mancherà sempre, un ingrediente fondamentale: la nostra italianità”.

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