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Addio a Don Giancarlo Teso: ex professore del Collegio Pio X

Aveva 85 anni. Il decesso è avvenuto stamattina, giovedì 23 aprile, alla Casa del Clero di Treviso mentre stava ascoltando la messa. Studenti e fedeli in lutto

Don Giancarlo Teso è mancato questa mattina, giovedì 23 aprile mentre stava seguendo la messa nella chiesetta della Casa del Clero di Treviso. Era nato sotto il segno di Ariete il 4 aprile 1934 a Treviso, dove la sua famiglia gestiva in piazza del Grano un negozio di prodotti elettrici. Ordinato sacerdote nel 1960, è entrato nel clero trevigiano venendo dall’esperienza di frate francescano minore, con esperienza pastorale ma soprattutto con lunghi anni di docenza nei seminari dell’Ordine.

Assegnato al collegio vescovile Pio X q insegnante di latino e greco nel liceo classico, iniziando una nuova esperienza che è apparsa subito positiva per tutti: gli alunni, i colleghi, le famiglie. E soprattutto per la comunità dei sacerdoti del Pio X. «Don Giancarlo non era di molte parole - ricorda monsignor Giuseppe Rizzo, allora rettore del collegio - ma non si sottraeva al dialogo, portando fra i confratelli una intelligente e benevola ironia, un equilibrio umano e una naturale simpatia. Quanto al suo compito di insegnante, brillava per la fedeltà, per l’accurata preparazione, per l’obiettività dei giudizi. Proverbiale l’alchimia con cui giungeva alla assegnazione dei voti trimestrali e finali. Ma nessuno ha mai eccepito sulle sue decisioni. In qualche occasione il preside, mons. Angelo Corazza, lo convinceva a essere un po’ più…generoso». Per lunghi anni Don Giancarlo è stato collaboratore pastorale a Salvatronda e si ricorda poi la sua presenza domenicale nella parrocchia di Olmi, in aiuto al parroco don Adelino Bortoluzzi: di quella fraterna esperienza egli era felice, anche per i frequenti incontri con i giovani che lui sapeva ascoltare con attenzione ed ai quali ha lasciato, presso la biblioteca della parrocchia, tutti i suoi libri. Gli ultimi anni, quasi dodici, li ha trascorsi nella Casa diocesana del Clero in un progressivo indebolimento del fisico e del tono vitale e in un silenzio che lo ha lentamente privato di tutte le relazioni: gli restavano vivi gli occhi e qualche raro sorriso. Qui in Casa si ricorda un particolare che fu motivo di sorpresa e commozione: l'incontro con don Giuseppe Pettenuzzo. Colpito da un gravissimo ictus, gli operatori qualche volta lo portavano nel portico, per un po’ di ristoro, e capitava di vedere don Giancarlo seduto al suo fianco che gli accarezzava la mano. Negli ultimi tempi partecipava alla messa quotidiana dalla sua sedia a rotelle. E proprio mentre si concludeva la celebrazione dell’eucaristia quotidiana, questa mattina, don Giancarlo ha lasciato questo mondo. «Desideriamo affidare - ha detto monsignor Rizzo - il ricordo di don Giancarlo a quella che è stata la sua vocazione nella vocazione: prete per l’insegnamento. Ci paiono giuste e degne di lui queste parole del Libro della Sapienza: L’anelito per l’istruzione è amore / l’amore per lei è osservanza delle sue leggi / il rispetto delle leggi è garanzia di incorruttibilità / e l’incorruttibilità rende vicini a Dio».

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