Ospedale generoso: ecco il nuovo defibrillatore per i carabinieri di San Biagio

La donazione dello strumento, in grado di salvare una persona in caso di arresto cardiaco improvviso, è stata fatta dal Presidio Ospedaliero Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier

Il Comandante dei carabinieri di San Biagio, Michele Sperandio, riceve il defibrillatore da Gabriele Geretto e Massimo Calvani del Pres. Osp. Giovanni XXIII

San Biagio di Callalta, Zenson di Piave e Monastier. Sono i tre comuni di competenza territoriale della Stazione dei carabinieri di San Biagio di Callalta che da oggi ha in dotazione anche un defibrillatore salvavita semi automatico in grado di guidare, attraverso un sistema vocale, il soccorritore. La donazione dell'importante strumento, in grado di salvare una persona in caso di arresto cardiaco improvviso, è stata fatta, al Comandante dei Carabinieri di San Biagio Michele Sperandio da parte del Presidio Ospedaliero Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier. Presenti alla consegna anche l’Amministratore Delegato della struttura Gabriele Geretto, il Presidente di Sogedin Massimo Calvani e Matteo Geretto del comitato scientifico Covid Free Hospital “Giovanni XXIII”.

Il defibrillatore verrà utilizzato in caso di bisogno immediato non solo all'interno della caserma ma, vista la sua maneggevolezza, potrà essere caricato nell’auto di servizio dei Carabinieri ed utilizzato anche esternamente a disposizione quindi dei 20 mila abitanti del territorio di competenza. L'utilizzo del defibrillatore da parte dei carabinieri di San Biagio è reso possibile grazie alla presenza nella Stazione di personale militare che ne ha ottenuto l'abilitazione per l'uso corretto attraverso dei corsi specifici. In provincia di Treviso non sono molte le caserme dei carabinieri ad essere dotate del defibrillatore. Ove presente è stato fornito attraverso iniziative di solidarietà.

Il dispositivo semi automatico donato dal P.O. “Giovanni XXIII” alla stazione dei carabinieri di San Biagio di Callalta risulterà utile nella primissima fase della rianimazione ed è in grado di individuare le anomalie del battito cardiaco e di agire in maniera tempestiva sugli infortunati. E’ dotato di una voce guida e di uno schermo display che consente di leggere le istruzioni nel caso in cui ci si trovi impossibilitati ad udirne le voce. Ha una batteria a lunga durata (5 anni) e può arrivare fino a 200 scariche elettriche variabili a seconda del peso della persona da soccorrere, sia esso un adulto o un bambino.

“È un nostro piccolo contributo all’Arma dei Carabinieri che come noi ha a cuore il bene della comunità” - ha detto Gabriele Geretto, Amministratore Delegato del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier - Ci auguriamo che non serva mai ma siamo certi che per gli oltre 20 mila cittadini del territorio è un motivo in più per sentirsi protetti. I nostri Carabinieri, anche durante il periodo dell’emergenza covid, hanno garantito la sicurezza e la tutela della salute delle persone in alcuni casi mettendo a repentaglio anche la propria. Li ringraziamo per quello che hanno fatto e per quello che continuano a fare ogni giorno per tutti noi. Siamo orgogliosi di aver contribuito a fornire loro uno strumento che li aiuterà ad essere ancora più vicini alle richieste immediate dei cittadini in difficoltà”. Ogni anno in Italia si registrano più di 60 mila casi di arresto cardiaco ed è essenziale intervenire prontamente: dopo 2 minuti dall' arresto cardiaco ci sono ancora l’80% di possibilità di essere salvati; dopo 8 minuti le possibilità si riducono al 20% e non devono passare più di 5 minuti per evitare danni cerebrali. 

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