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La donazione al Comune di Sernaglia

La donazione al Comune di Sernaglia

La solidarietà è di casa nella Marca: donati denaro e mascherine ai Comuni

Sernaglia della Battaglia è stata omaggiata con 18 mila mascherine, mentre Ponte di Piave ha ricevuto un contributo di 10 mila euro

L'Amministrazione comunale di Sernaglia della Battagia in queste ore ha voluto ringraziare la locale ditta Vanita Docce, e, il suo titolare Giuseppe Stella per la grande solidarietà dimostrata donando alla comunità sernagliese, tramite il Comune, ben 18 mila schermi protettivi. La consegna di un primo lotto di mascherine si è svolta mercoledì in Municipio alla presenza del sindaco Mirco Villanova e degli assessori Vanni Frezza ed Eleonora Antoniazzi: «Con questa donazione – afferma il sindaco Villanova – l'azienda ha dato un contributo prezioso perché ci permetterà di distribuire, ancora una volta attraverso la Protezione civile, almeno due mascherine per ogni residente in paese grazie a una prima disponibilità di 12 mila pezzi. Gli involucri in cui verranno inserite le mascherine sono poi donati da un'altra azienda sernagliese, la Rotofresh-Rotochef. In questo difficile periodo, dunque, il gioco di squadra tra Comune, aziende del territorio e volontariato continua a produrre buoni frutti, nello specifico la consapevolezza da parte nostra che ogni cittadino sernagliese ha ricevuto più di una mascherina senza doversi muovere di casa e senza spendere nulla. Ringraziamo ancora le due aziende per la collaborazione e invitiamo nuovamente tutti i cittadini a utilizzare correttamente le mascherine e a rispettare tutte le regole in vigore per limitare il contagio da Covid-19, in particolare il distanziamento sociale, fondamentale per non rischiare un nuovo aumento dei contagi che avrebbe conseguenze deleterie sulla nostra vita e sulla nostra economia». Le mascherine rimanenti, invece, resteranno principalmente a disposizione dei cittadini che ne avranno reale necessità.

Anche Ponte di Piave non è però da meno. L’impegno per il sostegno alla popolazione pontepiavense, in questo momento di emergenza sanitaria, sociale ed economica diventa infatti rilevante grazie all’Azienda 3B che ha sostenuto la progettualità dell’Amministrazione comunale che mira ad un welfare di comunità che parte proprio dalle richieste delle famiglie. «Ringrazio l’Azienda 3B che ha donato al Comune di Ponte di Piave la somma di 10 mila euro, pari al 20% di quanto stanziato dallo Stato a fne marzo – dichiara il sindaco Paola Roma – che sarà devoluta alle famiglie del Comune con la modalità dei buoni spesa: i servizi sociali del Comune dall’inizio dell’emergenza hanno colto il grande disagio economico di molte famiglie, molte delle quali trovatesi in una situazione di difcoltà per la prima volta e che proprio per la prima volta si sono rivolte all'Amministrazione Comunale; il meccanismo dei buoni spesa, contributi per l’acquisto di generi alimentari, farmaci e prodotti di prima necessità da spendere negli esercizi commerciali del territorio, si è rivelato una forma di progettualità calata sulle reali esigenze della popolazione di Ponte di Piave».

«Il progetto presentatoci dal Comune di Ponte di Piave – ci spiega Fabrizio Bergamo, manager della 3B SpA ed esponente della terza generazione della famiglia che ha dato vita a questa azienda conosciuta in tutto il mondo – ci ha convinto perchè va a rispondere nell’immediato alle difcoltà di nuclei familiari che si trovano in stato di bisogno a causa dell’emergenza epidemiologica e allo stesso tempo sostiene le piccole realtà commerciali del territorio che molto stanno sofrendo in questo periodo; siamo sicuri che, anche se in piccola parte, potremmo aiutare quel tessuto sociale su cui ha sempre poggiato la nostra azienda».

L’intervento avrà infatti una doppia valenza: da una parte si andranno ad aiutare direttamente circa 40 nuclei familiari in difcoltà, nell’acquisto di beni di prima necessità, dall’altra si sosterranno gli esercizi commerciali del territorio di Ponte di Piave (14 tra supermercati, market, macellerie, panifci, negozi di ortofrutta e farmacie). «Siamo di fronte ad un nuovo modello di welfare che defnirei generativo – continua ancora il sindaco Roma – un circolo virtuoso che permette di ottimizzare le risorse private e gli strumenti pubblici per aiutare non una categoria ma un intero tessuto sociale ed economico. Ringrazio per il lavoro importante e delicato che è stato svolto dagli operatori dei servizi sociali in questo periodo - conclude il primo cittadino - fnalizzato a rispondere in modo puntuale e tempestivo alla grave situazione sociale determinatasi a seguito dell'emergenza sanitaria in atto».

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