Faccetta nera, Donazzan chiede scusa: account rimosso da Facebook

Dopo le parole di Zaia, l'assessore regionale all'Istruzione ha chiesto scusa per aver cantato "Faccetta nera" in onda a "La Zanzara". Oscurato il suo profilo social

Elena Donazzan (Foto d'archivio)

«La Zanzara è una trasmissione informale, che fa satira. L'assessore Donazzan si deve scusare, se non l'ha già fatto, per aver cantato "Faccetta nera". Una canzone che rimanda a un periodo buio della nostra Storia tra leggi razziali, condizione della donna e colonialismo. Le scuse sono doverose, sapete come la penso. Per le dimissioni ricevo decine di richieste simili ogni giorno. Valuteremo».

Con queste parole il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha commentato la polemica che ha travolto l'assessore al Lavoro e all'Istruzione del Veneto, Elena Donazzan. Pochi minuti dopo le parole del Governatore, sono arrivate le scuse ufficiali dell'assessore, non senza una forte carica di polemica: «Ecco di cosa si occupa la sinistra italiana nel periodo più tragico della nostra storia repubblicana: di fascismo. Ho scoperto dunque che trovano il tempo non solo per litigare tra loro per mantenere in vita un governo che sta falcidiando la nostra economia, ma anche per montare un caso nazionale sulla mia partecipazione a La Zanzara, trasmissione goliardica e a tratti irriverente».

L'account Facebook dell'assessore è stato rimosso. «Sto subendo minacce ed insulti: pazienza, non è la prima e non sarà l'ultima volta - continua Donazzan - non accetto però lezioni sull’approccio che l’Italia tutta dovrebbe avere sui temi relativi al secondo conflitto mondiale: un periodo da consegnare definitivamente alla storia per ottenere una reale ed effettiva pacificazione nazionale, assicurando dignità di memoria a tutti coloro hanno sacrificato la propria vita durante la guerra civile tra il 1943 ed il 1945. Se a sinistra, tra i pochi che condividono questa necessità, qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso - afferma l'assessore - a tutti quelli, invece, che non vedono l'ora di sfruttare certe strumentalizzazioni per ribadire odio e livore, non ho nulla da dire. Sarebbe inutile. Ora passo e chiudo, perché da assessore della mia amata terra, il Veneto, ho cose molto più importanti di cui occuparmi» ha concluso Donazzan.

Studenti chiedono le sue dimissioni

«Non pensavamo si sarebbe riusciti ad arrivare a tanto: un membro della giunta regionale, per giunta assessore all'istruzione, che inneggia al Fascismo in una trasmissione radio -interviene Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete studenti Medi del Veneto - Proviamo profonda vergogna per le parole dell'assessora. Mentre le scuole sono nel caos, anche per colpa sua, ha addirittura tempo da sprecare per esaltare il ventennio fascista, squallido se pensiamo che abbia la delega all'istruzione in Veneto. L'istruzione dovrebbe sostenere i valori della nostra costituzione, democratica e antifascista, mentre qui siamo amministrati ormai da 10 anni da un'assessora che si rende ridicola e offende esaltando le gesta del proprio zio gerarca e apologizzando il fascismo in diretta radio. Noi non ci stiamo: chiediamo subito le dimissioni dell'assessora».

Continua Irene Pizzolotto, coordinatrice di Udu Venezia: «Siamo rimasti sconvolti dalla serenità con cui un rappresentante pubblico si permetta di manifestare ideologie fasciste. Questa è l'ultima goccia, abbiamo sopportato anche troppo in questi anni, dai continui tentativi di revisionismo nelle scuole superiori con fumetti di dubbia veridicità alla partecipazione a diverse iniziative insieme a Casapound. Il tutto mentre il Diritto allo Studio della nostra Regione è al collasso per causa sua. La giunta regionale tutta, a partire dal governatore Zaia, dovrebbe chiedere scusa e far dimettere seduta stante l'assessora Donazzan. Non ci siamo mai sentiti rappresentanti da chi preferisce investire in presepi e fumetti revisionisti piuttosto che in reali interventi sul diritto allo studio, e tanto meno da chi canticchia serenamente 'Faccetta nera'. Come studenti e studentesse chiediamo le dimissioni della Donazzan».

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