menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Uno dei cantieri della Dottor Group (Foto d'archivio via Facebook)

Uno dei cantieri della Dottor Group (Foto d'archivio via Facebook)

Dottor Group, dichiarato il fallimento: fatale la crisi dell'edilizia

L'impresa edile fondata a San Vendemiano nel 1979 dai fratelli Pietro e Roberto Dottor è stata dichiarata fallita dal tribunale di Treviso. Aveva oltre ottanta dipendenti

Il giudice Clarice Di Tullio del tribunale di Treviso ha dichiarato il fallimento di Dottor Group Spa, nota azienda specializzata nel settore delle costruzioni edili. Dal 2015 l'azienda con sede a San Vendemiano era in concordato nella speranza di poter trovare i fondi necessari per rimanere aperta e far lavorare gli oltre 80 dipendenti che aveva assunto.

Come riportato da "La Tribuna di Treviso" però, i cantieri per la costruzione di un grande villaggio in Messico e la trasformazione dell'ex Galvani a Vittorio Veneto non sono mai andati in porto. La crisi del settore edile e l'emergenza Covid hanno fatto il resto, portando l'azienda al fallimento. Fondata nel 1979 dai fratelli Pietro e Roberto Dottor, l'azienda edile si era fatta conoscere a livello internazionale soprattutto grazie al restauro di immobili storici tutelati: dal complesso di Palazzo Grassi e Punta della Dogana fino al Palazzo Ducale e alla Torre dell'orologio in Piazza San Marco a Venezia. All'estero Dottor Group si era fatta conoscere negli Stati Uniti d'America e in Cina. L'ultimo grande progetto risale a due anni fa, nel 2018, quando la ditta di San Vendemiano aveva contribuito alla realizzazione di due progetti firmati da Renzo Piano: il Kimbell Art Museum in Texas e il quartier generale di Jmby ad Hangzou in Cina: 50mila metri quadri di cemento armato faccia a vista e oltre cento tra operai e tecnici italiani coinvolti nel progetto. Sembrava la rinascita tanto attesa ma, nel giro di due anni è arrivato il fallimento. Nel giugno del 2017 Dottor Group Spa aveva ottenuto dal tribunale di Treviso il concordato di continuità nonostante un passivo di circa 30 milioni di euro. Da allora la crisi del settore edilizio non ha fatto altro che aggravarsi però, soprattutto per le grandi opere e da marzo il Covid non ha certo aiutato un'azienda che aveva speranze e progetti in Cina. Inevitabile a questo punto il fallimento dell'azienda.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento