Dpcm e nuove chiusure anticipate, la rabbia di un ristoratore: «Questa è la mazzata finale»

Chiusura alle 18 durante la settimana: per la ristorazione il nuovo Dpcm potrebbe rappresentare davvero un punto di non ritorno

Giuseppe Tonon, titolare del ristorante/gelateria Ca' Lozzio a Piavon di Oderzo

Dovrebbe essere annunciato già nella giornata di oggi il nuovo Dpcm. Allo studio del Governo nuove misure restrittive per fronteggiare l'aumento di contagi sempre più preoccupante: nella giornata di ieri, infatti, in Italia si sono registrati 19.644 casi e 151 morti. In mattinata il premier Conte ha riunito i capi delegazione per discutere sulle nuove misure da adottare nel prossimo decreto.  Nella bozza del Dpcm - che comunque potrà essere soggetta a modifiche, prima dell'approvazione finale - si fa riferimento alla sospensione la domenica e i giorni festivi di tutte le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie). Nei giorni feriali, invece, l'apertura è consentita dalle ore 5 alle ore 18. "Il consumo al tavolo - si legge nella bozza - è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze".

Una scelta, quella del Governo, che metterebbe ancora più in ginocchio un settore già martoriato come quello della ristorazione. Una situazione difficile da affrontare quindi, per un futuro quantomai nebuloso. Proprio per questo nelle ultime ore sono ormai centinaia gli esercenti che si sfogano nei social per portare a conoscenza di tutti il loro grido di aiuto e tra questi c'è anche Elena Tonon, figlia di Giuseppe che altri non è che il titolare del noto ristorante/gelateria Ca' Lozzio a Piavon di Oderzo. Con una lettera accorata Elena ha voluto difatti raccontare i sentimenti del papà a poche ore da questo "mini lockdown", schierandosi apertamente contro il nuovo Dpcm del Premier Conte:

«Questo è mio papà. Un uomo che si è fatto dal niente, dalla povertà di una famiglia di mezzadri veneti. Una famiglia numerosa dove le donne dicevano che non avevano fame pur di lasciare il cibo ai figli. Gente umile, senza tanti fronzoli per la testa. Gente che è partita dall’Italia giovane, lontano dalla famiglia, verso la Germania dove ha deciso di imparare un mestiere e di riportarne le conoscenze acquisite qui in Italia. Perché quando ami un Paese poi ci ritorni. È lì immobile il Beppo, seduto, pensieroso dopo aver scoperto che forse dobbiamo chiudere la nostra attività alle ore 18 e non dobbiamo neanche aprire alla domenica, giorno d’incasso assicurato per una attività come la nostra. “Questa è la mazzata finale” mi ha detto. A me dispiace, ma io non ci sto. Alla gente come me, quella con un po’ di sensibilità, gli si spezza il cuore. Non siamo gente che va a dire in giro che il Covid non esiste, siamo gente che ha sempre avuto una dignità. E la rivogliamo. Ce la faremo papà!».

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