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Droga dello stupro, gli indagati: «Consumatori, non spacciatori»

Tramite il loro legale, l'avvocato Giorgio Pietramala, Nicolò Burighel, 35 anni di Treviso, e Mauro Chemello, 40enne di Romano d'Ezzellino, precisano la loro posizione

Gli indagati precisano la loro posizione tramite il loro legale

«Consumatori, non spacciatori». Tramite il loro legale, l'avvocato Giorgio Pietramala, Nicolò Burighel, 35 anni di Treviso, e Mauro Chemello, 40enne di Romano d'Ezzellino, precisano la loro posizione.

I due sono finti a giudizio immediato per spaccio e detenzione di droga, tra cui una ingente quantità di Gbl, la cosidetta "droga dello stupro", una variante chimica del Ghl, utilizzata per la produzione di farmaci dopanti. «Per quanto vietata in Italia - dice Pietramala - la vendita del Gbl è permessa in Olanda ed è lì che Burighel l'ha acquistata, in parte per la pulizia di macchine da stampa e in parte per uso personale come stupefacente. Non lo dico io, c'è una fattura a dimostrarlo. Peraltro non è vero che il liquido è inodore e insapore, quella comprato dal mio cliente aveva un caratteristico odore e sapore. Il Gbl è stato poi sì trovato in macchina, ma questa era parcheggiata in garage, dove sono state successivamente trovate le latte di liquido. E si esclude nella maniera più totale che sia stato sequestrato un bilancino». Burighel e Chemello poi respingono le accuse seconda cui, assieme agli altri stupefacenti travati, vi fosse eroina. «I miei assistiti - conclude Pietramala - non sono degli spacciatori. Quelle sostanze non sono mai state vendute a nessuno e lo dimostreranno a processo».

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